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Coldiretti Venezia, i danni del Covid. Settori florovivaistico e agrituristico: entrate ridotte del 70%

ASSEMBLEA DI COLDIRETTI VENEZIA: BILANCIO SU UN 2020 DIFFICILE, PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE PER IL FUTURO

29.6.2021 – Si è svolta ieri sera l’assemblea di Coldiretti Venezia di approvazione bilancio 2020, presso la Fattoria Sociale Casa di Anna in via Sardi 16 Zelarino Venezia. Un’occasione dopo tanto tempo di vedersi in presenza, nel rispetto delle norme anti covid, ma anche un’opportunità di confronto su l’andamento della nostra agricoltura che sicuramente sta pagando lo scotto di un 2020 molto difficile.

“Come ci siamo detti più volte – afferma Andrea Colla presidente di Coldiretti Venezia – ci sono ambiti come quello florovivaistico e agrituristico che hanno pagato le conseguenze della pandemia in modo drastico con una riduzione delle entrate di un 70%, naturalmente tutti gli altri settori dal vitivinicolo all’orticolo, ma anche zootecnico hanno avuto ripercussioni negative dettate dalla chiusura dei canali Horeca.”

Il presidente Andrea Colla e il direttore Giovanni Pasquali hanno proseguito l’analisi ricordando anche degli effetti alle manovre finanziarie sui prezzi delle materie prime agricole che hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti. Con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni, si è innescato un vero e proprio cortocircuito sul fronte delle materie prime, in particolare le proteiche sono schizzate in alto come la soia, il mais, il girasole e anche la colza. Una conseguenza che ha messo a dura prova la sostenibilità finanziaria delle stalle, ecco che Coldiretti si sta battendo affinché i prezzi riconosciuti alle aziende per latte e carne non scendano sotto i costi di produzione in forte aumento per effetto dei rincari delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali.

L’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente. Una tra tutte gli effetti dei cambiamenti climatici: le conseguenze devastanti delle gelate di maggio e delle grandinate che hanno quasi azzerato le produzioni di frutta anche nella nostra provincia, mentre è di queste ore l’emergenza legata alla mancanza di precipitazioni e alla prolungata afa. Sono in sofferenza per le alte temperature, dagli ortaggi alla frutta, dal mais alla soia, dal pomodoro ai cereali.

Il problema inoltre sta favorendo anche il diffondersi degli insetti fastidiosi per gli uomini e dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica e il moscerino dagli occhi rossi, particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli per le perdite dei raccolti che possono provocare. A questo vanno aggiunte le grosse problematiche provocate dai selvatici e in particolare dalle nutrie che portano a danni consistenti ai terreni mettendo a rischio la stabilità e l’integrità degli argini di canali e fiumi con l’aggravarsi del problema in questi ultimi anni di piogge torrenziali.

“Per migliorare la situazione delle nostre aziende agricole- ha affermato il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali rivolgendosi ai soci- “non dobbiamo trascurare le opportunità che vengono offerte con il Recovery plan “ e’ necessario puntare sulla digitalizzazione delle aree rurali, recuperare i terreni abbandonati, piuttosto che sulle foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, realizzare invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, indirizzarci sulla chimica verde ricordando però al consumatore che i trattamenti adottati nella nostra agricoltura convenzionale ci fanno raggiungere il primato assoluto di mancanza di residui: I cibi e le bevande stranieri sono sei volte più pericolosi di quelli Made in Italy con il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari che è stato pari al 5,6% rispetto alla media Ue dell’1,3% e ad appena lo 0,9% dell’Italia.”


“Bisogna ripartire dai nostri punti di forza e portare avanti con convinzione progetti che guardino al futuro come quello avviato da Consorzi Agrari d’Italia Spa con la costruzione della più importante piattaforma del Paese per la protezione, lo sviluppo delle imprese agricole, con l’obiettivo di portare nuove opportunità di investimento al territorio grazie a sinergie virtuose, economie di scala e strategie per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero ” ha concluso Colla.

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