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Bronzi di Riace, quanti erano realmente e dove sono gli altri? Il mistero viene riaperto

Una notizia che ha aperto le prime edizioni di tutti i Telegiornali Nazionali nella giornata odierna: Quanti erano realmente i Bronzi di Riace?

Una domanda che, da anni, viene posta da diversi storici, rimasti incantati dalle due state rinvenute nel mare di Riace.

Le due statue, le più note, sono esposte al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ma diversi storici sono convinti che le statue siano più di tre.

E dove sono le altre statue? Molti sono convinti che i tombaroli, nel lontano 1972, abbiano venduto altre statue all’estero, guadagnando una cifra in denaro da sei zeri. In molti pensano che le statue siano ancora sott’acqua. Uno di questi è il sindaco di Riace,  Antonio Trifoli , che ha proposto una campagna di ricerche nella zona del ritrovamento delle due statue.

La teoria esposta in questi anni da Daniele Castrizio, docente di numismatica all’Università di Messina, rimane una delle più realistiche e plausibili.

Secondo Castrizio, le statue A e B, rinvenute in mare, facevano parte di un gruppo che raffigurava lo scontro fratricida tra Eteocle e Polinice. Realizzate ad Argos nella metà del V secolo ma con un tempo diverso tra di loro e da due artisti diversi.

I due fratelli (I Bronzi già noti) vedrebbero al centro la madre Euryganeia mentre cerca di dissuadere i figli dal duello. E altre due figure.

A rendere il mistero ancora più fitto ci pensò lo stesso sub che nel 1972 rinvenne le statue. L’uomo parlò di una statua con gamba sopravanzate e braccia aperte, nulla delle due effettivamente rinvenute mostra queste caratteristiche. Il sub parla inoltre di scudi e armi, quelle che mancano alle statue A e B.

Secondo diversi ricercatori e storici, le parole del sub confermarono il vero, con pezzi mancanti che giunsero al Getty Museum di Malibù.

Voci e leggende che, tutt’oggi, restano avvolti nel mistero.

In foto la teoria di Castrizio rappresentata

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