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Consiglio Comunale, Milani: “nel 2001 a Genova manifestazione di protesta no-global”

“Il 19 luglio 2001, a Genova (nella foto), si svolse una manifestazione di protesta no-global contestualmente allo svolgimento della riunione del G8. Le ragioni della protesta dei movimenti e quale fosse il contesto politico e sociale di quegli anni, tra la fine dei ‘90 ed i primi del 2000 – ha ricordato il presidente del consiglio comunale fiorentino Luca Milani – sono importantissimi da recuperare, perché le azioni dei black bloc, la repressione indiscriminata della polizia e l’uccisione di Carlo Giuliani hanno poi oscurato i motivi della manifestazione. E qualche mese dopo, con gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti, quell’altro ‘mondo possibile’ è sembrato svanire. Le priorità sono cambiate e le forze sono confluite nel movimento pacifista contro la ‘guerra al terrore’ di George W. Bush.

In quell’estate di vent’anni fa in Italia si è aperta una ferita che non è stata ancora rimarginata. Quel rovesciamento momentaneo dei codici democratici ha modificato per sempre il rapporto degli italiani con la vita politica e l’impegno sociale.

Recuperare a distanza di 20 anni quelle ragioni, è indispensabile per capire il presente. La drammatica sottovalutazione delle istanze poste dal ‘movimento dei movimenti’, in particolare il grave, accelerato e progressivo deterioramento dei diritti umani fondamentali, economici, sociali e culturali da una parte e l’uso della forza e delle armi da parte delle forze dell’ordine, in contrasto alla garanzia dell’ordine pubblico costituzionale.

Su entrambi i temi, purtroppo, assistiamo ancora oggi alla prevaricazione di chi può approfittarsi sull’uomo, del profitto sull’umanità. La vicenda Bekeart prima, e Gkn di questi giorni, non sono altro che la manifestazione di un completo disinteresse dell’economia per le vicende umane, un completo disinteresse delle più elementari e semplici regole di responsabilità etica dell’impresa. Voglio ringraziare il sindaco – ha aggiunto il presidente Milani – per la sua partecipazione e per aver disposto la presenza del Gonfalone della città alla manifestazione di stamani.

Ma anche la terribile vicenda che arriva dal carcere di Santa Maria Capua a Vetere, dove i detenuti sono stati umiliati, pestati e torturati perché avevano osato protestare per il proprio diritto alla salute. Insieme al giusto sdegno per quanto accaduto è necessario rimettere insieme tutti gli elementi per contestualizzare il nostro regime carcerario, le difficoltà nelle quali si trovano detenuti ma anche personale di custodia, volontari, operatori. Anche a Firenze, nel nostro carcere cittadino, sappiamo bene quali sono le condizioni con una popolazione detenuta che è quasi due volte quella regolamentare. I disagi per il caldo, le celle chiuse senza possibilità di movimento, poche possibilità di lavoro e di attività di svago. Giorni fa, alcuni detenuti hanno occupato parte del tetto di una torre e hanno desistito dalle proteste solo dopo diverse ore di trattativa.

Ma quello che non possiamo permetterci è di non prendere tutti le distanze dai comportamenti sbagliati dei rappresentanti dello Stato. A partire da chi lo stato lo rappresenta nelle istituzioni. Lo stato siamo noi, cioè tutti coloro che sono per i diritti e doveri costituzionali e dobbiamo essere in grado di farli valere, non solo per qualcuno ma per tutti, indistintamente”.

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