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Digital Green Pass concept: Smartphone over a passport and a surgical mask on a wooden table show an hypotetical app for the Digital Green Passport (or digital pass certificate) (Digital Green Pass concept: Smartphone over a passport and a surgical ma

Green pass per l’accesso ai luoghi pubblici, Salvemini si dice favorevole

In questi ultimi giorni si sta facendo un gran parlare circa la questione del Green pass per l’accesso ai luoghi pubblici. In Francia è già stato approvato l’obbligo di averlo e da agosto non si potrà più accedere a bar, ristoranti, cinema e teatri senza possedere il Green pass. La decisione del Primo ministro transalpino Macron ha fatto e sta facendo discutere tutto il Mondo, ma soprattutto ha aperto la questione sulla possibilità di replicare questa scelta. In Italia, come al solito, si è scatenato un dibattito pubblico e politico tra chi è a favore di questa scelta e spera che si possa quanto prima replicare e chi invece la ritiene una sospensione della democrazia e un’imposizione dall’alto di una specie di obbligo vaccinale che, per ora, non esiste. Nel parlamento italiano se ne discuterà a breve anche se sembra che si vada verso la strada adottata in Francia.

Green pass per l’accesso ai luoghi pubblici, le dichiarazioni di Salvemini

Sul tema dell’estensione dell’utilizzo del green pass per l’accesso a luoghi pubblici o aperti al pubblico, che il Governo affronterà nel prossimo decreto anticovid, è intervenuto anche il sindaco di Lecce Carlo Salvemini. Queste le dichiarazioni del primo cittadino leccese riportate anche con un post sul suo profilo Facebook:È sempre quella storia lì: ‘la tua libertà finisce dove comincia quella degli altri’. Non sei obbligato a vaccinarti. Ma questa tua libertà di scelta non è assoluta. Va di pari passo con quella di chi deve vuole proteggere la propria salute e quella altrui. E la propria libertà di movimento, socialità, relazione. Se vuoi entrare in un luogo pubblico o aperto al pubblico devi avere il green pass: hai il diritto di non vaccinarti, mai hai il dovere di non esporre a rischio la vita altrui. Non è dittatura sanitaria. È democrazia dei diritti e dei doveri”.

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