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La sindaca di Campiglia interviene sulla Sterpaia

Ticciati: “Sulle orme del professor Francovich, per valorizzare le nostre bellezze senza idealizzarle e renderle materiale da repertorio, né cemento né immobilismo”. “Il tema della Sterpaia non va disgiunto da quello del rilancio della Società Parchi Val di Cornia” –

La sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati interviene nel dibattito sulla sterpaia che da settimane occupa le cronache locali e lo fa sottolineando come il tema non vada disgiunto da quello della necessità di un rilancio della Parchi Val di Cornia, società alla quale, sostiene Ticciati, occorre tornare a dare il ruolo di attore nella pianificazione e non solo nella gestione dei beni culturali affidatigli:
“Il dibattito che da settimane si è aperto sulla stampa mi spinge ad intervenire sul tema della previsione della Sterpaia, ma soprattutto a fare una riflessione più ampia che ritengo sia non soltanto utile, ma necessaria. Il Comune di Campiglia M.ma ha convintamente lavorato per recuperare il corposo lavoro fatto dalle Amministrazioni precedenti, aggiornarlo e rilanciarlo sulla base di nuovi temi e di nuovi punti di vista. Un obiettivo non banale, tutt’altro che scontato, a maggior ragione considerato il diverso assetto politico delle singole Amministrazioni, che con il voto di adozione dei Consigli Comunali è stato raggiunto. Tassello indispensabile per la costruzione di strategie adeguate alla nostra realtà, funzionali alla creazione di nuovi posti di lavoro, insediamento di potenziali attività e più in generale a sostenere quella ripartenza economica verso la quale tutti noi stiamo tendendo. Sintomo del fatto che la pianificazione unitaria e la programmazione larga del territorio continua ad essere una priorità di questo Comune che ha provato con tutti i mezzi a rilanciarla e riempirla di contenuti, partendo in primis dalla solitaria e tenace denuncia dello svilimento della Società Parchi Val di Cornia, con il solo obiettivo di ripensarla e rafforzarla. La discussione scaturita sul Parco della Sterpaia, arriva oggi, sebbene le previsioni oggetto di confronto siano state definite ormai diversi anni fa, certamente in conseguenza della crisi del nostro modello di sviluppo e della spinta che invece sta avendo il settore del turismo, fino a poco tempo fa considerato come un di più del tessuto economico del nostro territorio. Sebbene credo sia necessario per onestà intellettuale precisare che la previsione del Piano strutturale intercomunale non fa riferimento ad alcun tipo di cementificazione, si parla infatti di realizzazioni ecosostenibili, né programmi edificazioni incontrollate, si parla infatti di 25 potenziali piazzole o simili, ritengo importante cogliere l’occasione per una riflessione più ampia ed approfondita sul modello di turismo verso il quale vogliamo tendere e su quali siano gli strumenti che possano realmente trasformare il turismo in una leva economica trainante e portante della Val di Cornia. Mentre si osservano le previsioni su Sterpaia, si lanci anche una riflessione sulla Società Parchi Val di Cornia e sul suo ruolo, non soltanto di gestione, ma anche di pianificazione, coinvolgendo in questo ragionamento anche la Regione ed il Ministero, affinché quella società torni ad essere punto di riferimento competente e preparato per supportare le Amministrazioni pubbliche nella costruzione delle strategie di rilancio e di sviluppo di questa porzione di Toscana.
Personalmente sono convinta che vada aperto un confronto serio e trasparente su questi temi, con tutti i soggetti coinvolti ed interessati, volto a costruire percorsi virtuosi di crescita, che abbiano l’ambizione e soprattutto il coraggio di ragionare sulle nostre realtà, ripensandole, riprogrammandole, certamente valorizzando le ricchezze e le bellezze che abbiamo, senza però idealizzarle e renderle materiale da repertorio. La storia del Parco di San Silvestro a Campiglia M.ma, infatti, grazie al prezioso contributo del Professor Francovich, ci insegna questo. La cultura, la bellezza ed in generale il nostro preziosissimo patrimonio per essere correttamente valorizzato e mantenuto deve diventare patrimonio di tutti, fruibile e non appannaggio di una élite. Credo che anche attraverso questi insegnamenti la sfida degli Amministratori e della politica debba essere quella di trovare un equilibrio tra la preservazione e il mantenimento di ciò che abbiamo, con la rilettura e la capacità di progettare e programmare strumenti ed attrezzature per la fruizione del nostro territorio. Il periodo che intercorre tra l’adozione e l’approvazione deve essere utile per analizzare seriamente i contributi e le proposte pervenute, gettando un po’ il cuore oltre l’ostacolo, consapevoli che le prospettive di sviluppo economico e di qualità della vita nei nostri Comuni dipenderanno molto anche dalla nostra capacità di metterci in gioco e di individuare le nuove o rinnovate strategie di cui il nostro territorio ha terribilmente bisogno”.

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