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Cna, ecco l’impatto del Covid 19 sull’economia del territorio per Veneto, Emilia Romagna e Lombardia

Il Veneto cresce: da un PIL a -9% nel 2020 a +5,8% nel 2021, recuperando circa il 60% di quanto perso l’anno scorso. Si attende una ripresa degli investimenti del +16,2% che riporterebbe la regione ai parametri pre-pandemia.

Alessandro Conte, Presidente CNA Veneto: «Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono regioni trainanti per la ripartenza economica del Paese. Per una efficace attuazione del PNRR è necessario un coinvolgimento fattivo con le parti sociali. Dobbiamo fare squadra per sviluppare progetti comuni e risolvere le criticità delle fasi di attuazione del Piano Nazionale, e potenziare insieme le capacità delle PMI presenti nei nostri territori.»

Matteo Ribon, Segretario CNA Veneto: «Per sostenere la ripresa chiediamo alla Regione di farsi parte operativa assieme a noi anche identificando nuove progettualità sugli asset trainanti: Manifattura, Sistema Casa, Turismo.»

30.7.2021 – Presentati stamani in conferenza stampa CNA Veneto, gli aggiornamenti relativi al quarto Focus 2021 sull’impatto del Covid 19 sull’economia del territorio per le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto nell’ambito dell’Osservatorio Economia e Territorio, curato dal Centro Studi Sintesi. (Il precedente Focus è stato presentato nello scorso aprile).

Emilia Romagna, Lombardia e Veneto rappresentano assieme il 41% del PIL italiano. Un sistema che vale il 54% dell’export nazionale, il 37% dell’occupazione, il 32% delle imprese.

«Tre regioni trainanti per la ripartenza economica del Paese dopo il Covid – commentano congiuntamente il Presidente CNA Veneto Alessandro Conte, il Presidente CNA Emilia Romagna Dario Costantini, il Presidente CNA Lombardia Daniele Parolo – che hanno registrato fortissime perdite a causa della pandemia e che ora attendono l’applicazione del PNRR per dare un nuovo impulso alla ripresa. Impulso che può venire solo se, pur nel rispetto delle singole peculiarità dei nostri territori, si adotteranno strategie e obiettivi comuni per dare concreta ed efficace attuazione al PNRR. È quindi importante un coinvolgimento effettivo dei territori nella realizzazione degli investimenti a livello locale ed è fondamentale che vi sia coesione tra le regioni e le parti sociali nonché sinergie tra gli enti locali per il perseguimento degli obiettivi strategici. È necessaria una governance nazionale – concludono i tre Presidenti CNA Emilia Romagna, Lombardia e Veneto –, ma auspichiamo un coinvolgimento fattivo delle Regioni in una forte relazione operativa con le parti sociali. Dobbiamo fare squadra per poter sviluppare i progetti comuni e risolvere le criticità che senz’altro si verificheranno nelle delicate e difficili fasi di attuazione del PNRR. Potenziando insieme le capacità delle PMI presenti sul nostro territorio potremo senz’altro favorire il processo di integrazione nelle catene globali di valore, confermando la ripresa del PIL che nel 2021 dovrebbe superare ampiamente il +5%, rispetto alla perdita del 9% nel 2020».

«Per fare in modo che il Veneto continui a crescere è necessario rafforzare il ruolo operativo tra istituzioni e parti sociali -– aggiunge il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon –. Alla Regione chiediamo di farsi parte operativa assieme a noi per la ripresa. Per quanto riguarda il consumo delle risorse, a maggior ragione in questa fase è più che mai importante identificare progetti che abbiamo capacità di essere trainanti a beneficio del territorio, identificando anche nuove progettualità in grado di valorizzare quelli che per noi sono gli asset strategici: Manifattura, Sistema Casa, Turismo.»

La prima parte dello Studio si focalizza sul 2020, delineando il quadro “definitivo” dell’anno della pandemia con il relativo impatto del Covid-19 sulle economie locali. La seconda parte, invece, è riferita all’anno in corso, determinato dalla ripartenza economica del Paese seppure ancora vessato dalla pandemia. Sono state quindi esaminate le previsioni PIL 2021 per le principali regioni europee (dati inediti in quanto recuperati singolarmente da fonti dei singoli paesi o governi regionali); è stato tratteggiato un quadro sintetico su previsioni e dati parziali per il 2021; è stata effettuata una stima delle risorse del PNRR teoricamente spettanti ai vari territori (applicando la metodologia che la Commissione UE ha utilizzato per assegnare i fondi di NGEU ai vari Paesi). Conclude lo Studio una serie di considerazioni su ruolo enti territoriali, Governance del PNRR e obiettivi prioritari.

2021 – I NUMERI DELLA RIPARTENZA

L’Osservatorio, che per primo in Veneto ha analizzato l’impatto del Covid 19 sulle principali economie regionali d’Europa, conclude l’indagine con questo quarto Focus che rileva gli aggiornamenti degli indicatori economici e studia le fasi di applicazione del PNRR per la ripartenza.

Punto focale di questa parte dell’indagine è rappresentato da una analisi che l’Osservatorio per primo ha condotto, sulle previsioni di crescita del PIL in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, confrontate con le stime del PIL per le principali regioni europee.

Le previsioni per il 2021 delineano un quadro positivo per tutte le principali regioni europee; le prospettive di crescita sono migliori per le regioni nelle quali la recessione del 2020 è stata più significativa (in particolare, italiane e spagnole). Veneto ed Emilia Romagna nel 2021 dovrebbero beneficiare di una crescita del +5,8%, mentre per la Lombardia si stima un PIL in rialzo del +5,2%. Segnali davvero positivi ed incoraggianti se si considera che il PIL nel 2020 era in caduta per il Veneto del 9%. La comparazione con la Germania è interessante: i Lander tedeschi nel 2020 hanno fatto registrare flessioni più contenute rispetto alle altre regioni europee (Baviera -5,5%; Renania Nord-Vestfalia -4,4%; Baden Württenberg -5,5%), ma nel 2021 la loro ripresa economica dovrebbe essere relativamente modesta (Baviera +3%; Renania Nord-Vestfalia +3,5%; Baden Württenberg +3,5%).

2021 – LE STATISTICHE DELLA RIPARTENZA

Tutti gli indicatori sono positivi e le prospettive per le tre regioniappaiono complessivamente migliori rispetto allo scenario nazionale. Il PIL per il Veneto si attesta ad un +5,8%, con un recupero del 60% rispetto all’anno scorso (PIL Italia +5,1%).

Anche per quanto riguarda i CONSUMI, il Veneto con un +3,9%, si posiziona al di sopra del +3,3% della media nazionale (Emilia Romagna +3,5%, Lombardia +3,4%).

L’indicatore degli INVESTIMENTI evidenzia un +16,2% per il Veneto, a fronte della media nazionale del +15,2%, (con Emilia Romagna a +18,1% e Lombardia con +15,6%). Le IMPRESE ATTIVE hanno registrato per il Veneto un +0,3%, mentre la tendenza dell’EXPORT appare particolarmente incoraggiante in ragione di una crescita del 4,9% nel primo trimestre del 2021 (export Italia +4,6%); da notare come per l’Emilia Romagna questo dato sia pari al +6,1%, mentre la Lombardia non va oltre il +3,5%.

PNRR – ALL’ITALIA RISORSE PARI AL 13% DEL PIL

Tra i principali Paesi europei, l’Italia è ampiamente il primo beneficiario in termini di risorse messe a disposizione dal programma Next Generation Eu. Le risorse a valere sul RRF (Recovery and Resilience Facility) ammontano a 191,5 miliardi di euro, 122,6 dei quali si configurano come prestiti.

Considerando i vari piani nazionali (RRF + risorse aggiuntive), lItalia, con oltre 235 miliardi di euro, supera nettamente gli altri paesi in termini di risorse complessivamente mobilitate. Per il nostro Paese tali risorse valgono il 13% del PIL, a fronte del 6% per la Spagna, del 4% per la Francia e dell’1% per la Germania.

DAL PNRR IMPULSO ALLA CRESCITA 2021-2026

Il nostro Paese guarda al PNRR per sostenere la crescita: 191,5 miliardi di euro assegnati all’Italia dei quali la quota del 25% è destinata alla transizione digitale ed il 37% delle risorse sono finalizzate alla transizione ecologica. La quota di risorse destinata dall’Italia alla transizione ecologica (37%) è la più contenuta tra i principali Paesi UE; per quanto concerne la transizione digitale, il nostro Paese (25%) è superiore solo alla Francia. Per la Commissione UE, in Italia la crescita innescata da tali misure sarà del 2,5% del PIL.

1.Obiettivi e Missioni del PNRR

La funzione del PNRR non è quella di redistribuire le risorse derivanti dal NGEU a livello territoriale, bensì utilizzare tali risorse per finanziare programmi e progetti finalizzati allo sviluppo del Paese. Tuttavia, proprio in virtù del fatto che uno degli obiettivi concerne la riduzione dei divari territoriali, il Governo ha stabilito che una quota non inferiore del 40% degli investimenti venga destinata al Mezzogiorno. Preso atto dell’entità delle risorse destinate al Sud, si è cercato di identificare una possibile allocazione degli investimenti del PNRR nelle restanti aree del Paese. Pertanto, si è proceduto applicando alle regioni italiane la metodologia utilizzata per la ripartizione ai vari Paesi europei delle sovvenzioni a fondo perduto (che per l’Italia sono il 36% delle misure finanziate dal RRF).

2. PNRR: ipotesi di allocazione territoriale delle risorse

Considerando il perimetro finanziario (235,1 miliardi di euro) del PNRR trasmesso dal Governo italiano alla Commissione Europea, al Mezzogiorno sarebbe destinato il 38,2% degli investimenti (quasi 90 miliardi di euro). La quota di risorse ipoteticamente da allocare in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto ammonterebbe, nell’interno periodo 2021-2026, a circa 65 miliardi di euro, pari al 27,6% del totale.

Utilizzando il medesimo approccio metodologico è possibile stimare in 15,1 miliardi di euro la quota di risorse teoricamente spettanti al Veneto tra il 2021 e il 2026; analogamente, per Lombardia ed Emilia-Romagna tali quote ammontano rispettivamente a 35,2 miliardi e 14,6 miliardi di euro.

Per il Veneto, le risorse cumulate 2021-2026 equivalgono al 9,2% del PIL regionale (per Emilia-Romagna e Lombardia le quote sono leggermente inferiori, rispettivamente pari all’8,9% e all’8,8%). Si tratta di incidenze ampiamente al di sotto della media nazionale, pari al 13,1% del PIL.

3. La Governance

Il DL n. 77/2021 delinea la Governance del PNRR attribuendo alla Cabina di regia (composta prevalentemente da esponenti dell’Esecutivo) le funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento generale degli interventi del Piano. La funzione consultiva è affidata invece al Tavolo Permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, composto dalle rappresentanze degli enti territoriali, delle categorie produttive e delle parti sociali. Il Tavolo può svolgere l’indispensabile funzione di raccordo tra Governo, territori e mondo delle imprese, contribuendo alla soluzione delle criticità che verosimilmente si presenteranno durante la lunga e complessa fase di attuazione dei programmi del PNRR.

4. Appunti per l’attuazione del PNRR

Rappresentanza e Territori

Un’attuazione efficace del PNRR richiede necessariamente una visione unitaria e organica; tuttavia, è altrettanto importante il coinvolgimento effettivo dei territori nella realizzazione degli investimenti a livello locale. Per tale ragione è fondamentale che vi sia coesione tra regioni e parti sociali, nonché sinergie tra gli enti territoriali per il perseguimento di obiettivi strategici.

Competenze e Formazione

Il PNRR si propone di rendere i sistemi di istruzione e formazione più in linea con gli attuali e futuri fabbisogni del mercato del lavoro, nonché di promuovere l’occupabilità dei giovani e l’acquisizione di nuove competenze. Risulta inoltre fondamentale supportare la riconversione delle figure professionali nei settori maggiormente esposti al rischio di perdita di competitività.

Digitalizzazione e Innovazione

È necessario supportare la Transizione Digitale del sistema produttivo con incentivi agli investimenti privati in beni capitali tecnologicamente avanzati. L’obiettivo è quello di potenziare la capacità di innovare delle piccole e medie imprese, favorendo il loro processo di integrazione in catene globali del valore.

«In conclusione a quanto emerso da questo quarto Focus – suggerisce il Segretario Matteo Ribon – CNA auspica la creazione di una “Cabina di regia permanente” tra Istituzioni e Parti Sociali allo scopo di monitorare, coordinare e pianificare gli interventi del PNRR e della programmazione comunitaria 2021-2027.»

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