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“Libere donne contro la mafia”, uno spettacolo da “portare nelle scuole”

Si può vivere per anni nella città dove si è nati e non conoscere persone ed esperienze belle, importanti e significative?
Purtroppo sì, ed è accaduto a me.

L’opinione di Enzo Guarnera

Si può vivere per anni nella città dove si è nati e non conoscere persone ed esperienze belle, importanti e significative?
Purtroppo sì, ed è accaduto a me.
Ieri sera ho scoperto che esiste il Centro Teatrale FabbricaTeatro, piccola enclave di cultura e legalità che merita essere conosciuta da tutti.
Ho assistito allo spettacolo “Libere Donne contro la mafie”, magistralmente interpretato da Cinzia Caminiti, Barbara Cracchiolo, Simona Gualtieri, Sabrina Tellico. Testo e regia di Cinzia Caminiti.
Spettacolo intenso, serrato, commovente. Sì, commovente!

Lo confesso, mi sono commosso, nonostante conosca tutte le storie rappresentate sul palcoscenico, e nonostante abbia una lunga esperienza di processi di mafia. Nell’universo mafioso vi sono donne complici della mafia, ma ve ne sono tante, molte di più, avversarie della mafia.
Come quelle ricordate nello spettacolo.
È un tema sul quale occorre ritornare, poiché sono convinto che la donna, più dell’uomo, abbia un ruolo determinante per affermare un percorso di legalità, e di liberazione da tutti i poteri mafiosi del nostro Paese.

È uno spettacolo da portare nelle scuole e, per quanto mi riguarda, farò di tutto perché ciò avvenga.
Pertanto, amiche ed amici che ho incontrato ieri sera, sappiatelo: non sarà facile liberarsi di me!

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