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Latina, due euro l’ora per fare l’animatrice in una colonia: la denuncia di Laura, per ora senza risposta

Una denuncia apparsa sulle colonne, si fa per dire, del sito internet Fanpage e che riprendiamo per condividere la condanna de colleghi contro il lavori in nero.

A contattarli una ragazza che ha raccontato una storia purtroppo decisamente comune a molti suoi coetanei.

Laura, questo il suo nome, ha risposto ad un annuncio on line per fare l’animatrice presso una colonia estiva per bambini a Latina. Orario dalle 8 alle 17 e trenta, paga 400 euro al mese. Facendo le debite divisioni, la paga oraria si aggira sui due euro…

“Ho chiamato per sapere se quanto meno ci fosse un contratto perché a detta sua è solo un lavoro stagionale, perciò in nero”.

Quindi lei mi sta pagando 2 euro l’ora per 9 ore e mezza al giorno in nero?”, “Sì”, ha risposto molto candidamente la titolare, che si è poi giustificata dicendo “guarda che io ho lavorato per una struttura simile per le stesse ore, in nero, ma a 300 euro”. Laura avrebbe voluto risponderle che a maggior ragione, visto che lo sfruttamento lavorativo l’ha vissuto in prima persona, non dovrebbe proporre cose simili, ma la sorpresa e lo sconforto le hanno impedito di dare una risposta adeguata.

Laureata in Scienze Politiche e intenzionata a proseguire gli studi con una specialistica in Relazioni Internazionali, Laura fa due lavori per mantenersi agli studi ed ha deciso di denunciare questa situazione, rivolgendosi all’Ispettorato del Lavoro di Latina tramite mail il 22 giugno. Ad oggi, nessuna risposta.

“Io ho rinunciato a quel posto, ma so di per certo che qualcun altro ha accettato quelle condizioni. E mi fa male. È tutto un sistema sbagliato”, dice Laura. Le chiediamo cosa pensa della narrazione imperante che vorrebbe i giovani di oggi “bamboccioni” e impigriti dal Reddito di Cittadinanza: “Fermo restando che non c’è niente di male a percepire il Reddito di Cittadinanza in un momento di difficoltà, io credo che il lavoro dia dignità. Secondo me chiunque preferirebbe lavorare piuttosto che vivere di sussidi. Ma ci sono persone che si permettono di pagare un lavoratore 2 euro all’ora e di ammetterlo senza battere ciglio, come se fosse una cosa normale. È disumano. Lo Stato, le autorità competenti e i politici dovrebbero far sentire sbagliate e parassite queste persone, non i giovani che si sottraggono al ricatto del lavoro”.

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