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Reggio Emilia, alla scoperta degli itinerari meno conosciuti

Grazie alla tecnologia, al giorno d’oggi, c’è l’opportunità di scovare delle informazioni poco diffuse e conosciute. Il web, infatti, è veramente ricco sotto qualsiasi aspetto, offrendo piattaforme dove potersi divertire come casinoonlineaams.com, ma anche delle soluzioni per chi ama viaggiare e andare alla scoperta di luoghi sempre nuovi e poco visitati.

Ad esempio, non ci si deve lasciare di sicuro ingannare da diverse novità all’avanguardia che sono state installate nel corso degli ultimi anni a Reggio Emilia, come ad esempio i ponti super moderni di Calatrava, piuttosto che le onde della stazione dell’Alta Velocità. Infatti, a Reggio Emilia ci sono ancora numerosi luoghi nascosti, tutti da scoprire.

Reggio Emilia, un itinerario diverso da quelli più battuti dai turisti

Ecco spiegato il motivo per cui il consiglio migliore da seguire è proprio quello di andare alla scoperta di qualche itinerario diverso rispetto alle solite rotte turistiche, in grado di soddisfare altre esigenze. Ad esempio, un itinerario del tutto particolare può prendere il via dal Museo di Storia della Psichiatria, che si trova proprio all’interno dell’ex manicomio denominato San Lazzaro.

Ebbene, questa struttura si può visitare tutti i sabati, tramite un tour guidata che potrà permettere di scoprire qual era la vita di tutti i giorni all’interno dell’edificio, con la possibilità anche di dare un’occhiata alle tantissime foto che, dal 1880 in avanti, raccontano e descrivono la quotidianità di questo luogo in maniera precisa e distaccata.

Sotto un profilo artistico, è sicuramente suggerita la visita di un cameo di ridotte dimensioni, ovvero la Chiesa di San Girolamo, che si caratterizza per la presenza di ben tre chiese, una dentro l’altra. L’accesso a questo particolare edificio avviene da una vera e propria riproduzione della Scala Santa.

Così facendo, si può eseguire l’accesso alla prima chiesa, ovvero San Vitale e Girolamo, che presenta una pianta tipicamente rettangolare. Successivamente, sfruttando un curioso e intrigante gioco di corridoi, ecco che si arriva alla seconda chiesa, senz’altro quella più scenografica, ovvero S. Simone e Taddeo, che viene chiamata anche “Rotonda” per via della sua tipica forma, nei cui sotterranei si trova anche una riproduzione del Santo Sepolcro.

Il Battistero di San Giovanni

Ecco un altro splendido edificio che si caratterizza per avere uno stile tipicamente romanico. Avendo un pizzico di fortuna, ci sarà la possibilità anche di presenziare ad uno spettacolare concerto di musica medievale.

Tornando alla struttura in sé, si può notare come il Battistero di San Giovanni presenti una facciata caratterizzata dalla presenza di due barre di ferro, la cui lunghezza, nei tempi antichi, fungeva anche da vera e propria unità di misura. In questa piazza, infatti, veniva organizzato il mercato: una volta che i vari clienti avevano portato a termine l’acquisto della merce, ecco che andavano a controllare proprio su tali barre che tali prodotti fossero della giusta misura e che non avessero subito alcun tipo di inganno da parte dei venditori.

Reggio Emilia, come in tanti avranno imparato a conoscere, si può definire come una città particolarmente ricca di verde, anche per via del fatto che buona parte di essa si trova nella campagna. Ecco spiegato il motivo per cui, dal centro cittadino, ci vuole ben poco per ritrovarsi in qualche sentiero tutto da scoprire. Per tutti coloro che amano passare del tempo a contatto con la natura, infatti, c’è la possibilità di sfruttare qualcosa come 50 chilometri di piste ciclabili, senza dimenticare uno smisurato numero di itinerari di cicloturismo. Tra quelli di maggior fascino e anche più apprezzati da parte dei ciclisti, troviamo quello che porta a Lido Po, da cui si può ammirare uno dei fiumi più grandi d’Europa, ma anche lo spettacolare ponte di barche di Boretto o Brescello, proprio nelle zone in cui erano soliti pedalare Don Camillo e Peppone.

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