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Femminicidio Bronte, sgozza la moglie e tenta il suicidio: “Maledetto tu sia”

“Brucia all’ inferno per quella povera vita che hai ucciso!!!”. “Eh si tanto la amavi che l’hai uccisa. Maledetto tu sia!”.

Sui social si susseguono i messaggi di odio per l’assassino, che ha il profilo invaso di foto con la donna che ha ucciso, alla quale dichira “Ti amo”, con tanto di cuoricini e che la quale è ritratto sempre stretto a lei per strinegerla a sè, per baciarla.

Sono solo per i figli, invece, i post pubblicati da Ada. Ada raggiante con loro accanto. Loro raggianti con la loro madre accanto. Sorrisi splendidi che fanno male. Spenti per sempre dall’ennesimo orrore.

Sono trascorse due settimane dall’omicidio di Vanessa Zappalà, la 26enne di Trecastagni uccisa dal suo ex Antonino Sciuto mentre passeggiava con le amiche ad Acitrezza, e un altro feroce femminicidio sconvolge la provincia etnea.

A Bronte, Ada Rotini, nata 46 anni fa a Noto, nel siracusano, è stata aggredita e massacrata con un coltello dal marito, Filippo Asero, che poi ha cercato si togliersi la vita con la stessa arma, conficcandosela nel petto: adesso è ricoverato nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è in pericolo di vita.

L’assassino ha raggiunto la donna in via Boscia, dove si trovava con l’anziano che accudiva come badante, e l’ha colpita alla gola, sgozzandola. Anche l’anziano è rimasto ferito a un braccio durante la brutale aggressione.

Panico fra la gente, incredula per che stava avvenendo. Sul posto si sono precipitati i carabinieri, che hanno constatato il decesso della vittima e fatto trasportare in elisoccorso Asero.

Che non ne voleva sapere della decisione della donna, madre di due figli ancora minorenni, un maschio e una femmina, di non volere continuare la relazione.

Asero in passato sarebbe stato accusato dell’omicidio di Sergio Cardoni, avvenuto il 7 dicembre del 2001 a Bronte nell’ambito del traffico di droga gestito dal clan mafioso brontese di Francesco Bozzone Montagno.

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