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Misure «anti-radicalizzazione» ,si intensificherà la formazione degli agenti di polizia penitenziaria, indicati dall’Isis come potenziali bersagli .

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Chiuse le indagini per le violenze nel carcere di Santa Maria C.V.: 120 indagati

La Procura chiude le indagini

Sono state chiuse le indagini sulle violenze commesse da agenti della penitenziaria ai danni di detenuti, il 6 aprile del 2020, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

A renderlo noto è la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone, che ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di 120 persone, tra poliziotti della Penitenziaria e funzionari del Dap accusati a vario titolo dei reati di tortura, lesioni, abuso d’autorità, falso in atto pubblico, e cooperazione nell’omicidio colposo di un detenuto algerino. 

L’omicidio di Hakimi Lamine

Sono stati agli stessi contestati – a seconda dei loro diverse rispettive posizioni e partecipazioni soggettive – i delitti di tortura pluriaggravati ai danni di numerosi detenuti, maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, abuso di autorità contro detenuti, perquisizioni personali arbitrarie, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, frode processuale, depistaggio, favoreggiamento personale, rivelazioni indebite di segreti d’ufficio, omessa denuncia e cooperazione nell’omicidio colposo ai danni del detenuto di nazionalità algerina Hakimi Lamine, deceduto in carcere il 4 maggio 2020

Capi di imputazione

Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari sono stati elevati n. 87 capi d’imputazione e sono previste n. 176 notifiche alle persone offese, di cui n. 172 mediante pubblici annunzi. 

Le indagini preliminari

Le indagini preliminari avevano condotto, in data 28 giugno 2021, all’esecuzione di n. 52 ordinanze applicative di misure cautelari personali nei confronti di altrettante persone in servizio presso diversi uffici del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria della Campania, principalmente presso la Casa Circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. 

In particolare, erano sono state disposte ed eseguite n. 8 misure cautelari applicative della custodia in carcere, n. 18 misure cautelari applicative degli arresti domiciliari, n. 3 misure cautelari coercitive dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, n. 23 misure cautelari interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio rispettivamente rivestito dagli indagati, per un periodo diversificato, tra i 5 ai 9 mesi. 

Per gli abusi, pestaggi, lesioni, maltrattamenti e comportamenti degradanti ed inumani, attuati nella giornata del 6 aprile 2020 ed anche a seguire, era stata ritenuta la gravità indiziaria per i delitti di concorso in tortura ai danni di 41 detenuti del Carcere di Santa Maria Capua Vetere, delitti pluri-aggravati; inoltre sono stati ritenuti i delitti di maltrattamento aggravato ai danni di 26 detenuti ed analogamente accertati i delitti di concorso in lesioni personali volontarie consumate ai danni di 130 detenuti.

Minorata difesa

Tutti i delitti risultano aggravati dalla minorata difesa, dall’aver agito per motivi abietti o futili, con crudeltà, con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti la funzione pubblica, con l’uso di arma (i manganelli) e dell’aver concorso nei delitti un numero di persone di gran lunga superiore alle cinque unità 

Torture e maltrattamenti

In particolare, in relazione ai delitti di tortura, maltrattamenti e lesioni pluriaggravate erano state emesse, in relazione alle singole posizioni soggettive per le quali è stata ritenuta la gravità indiziaria, ed eseguite: n. 8 misure cautelari della custodia in carcere; n. 18 misure cautelari applicative degli arresti domiciliari; n. 3 misure cautelari dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza; n. 19 misure cautelari interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. 

Falso ideologico

Per i reati di falso ideologico e calunnia aggravati, consumati ai danni di 14 detenuti, anche allo scopo di occultare la genesi delle lesioni patite dagli stessi reclusi, facendole ingannevolmente apparire quali conseguenza della loro condotta di resistenza, venivano disposte ed eseguite n. 7 ordinanze cautelari. 

Gli agenti del carcere di Santa Maria C.V.

Quanto a n. 5 Agenti di Polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Santa Maria C.V. venivano eseguite misure cautelari per i reati di falso ideologico per induzione, aggravati dalla finalità di occultare le violenze praticate sui detenuti.

A corollario delle dinamiche violente investigate, sulla base delle comunicazioni rilevate sui dispositivi smartphone, oggetto di sequestro, venivano disposte altre 2 ordinanze di misura cautelare per i reati di favoreggiamento personale. 

Ascoltate altre 32 persone

All’esito delle ordinanze cautelari, sono stati poi svolti 52 interrogatori innanzi al Gip e, successivamente all’esecuzione della misura cautelare, venivano escusse altre vittime delle torture, maltrattamenti e lesioni, in particolare n 32 persone, che si aggiungevano alle precedenti audizioni di oltre 70 detenuti. 

Omicidio colposo

Ancora, sempre successivamente all’esecuzione delle misure, sono stati esperiti numerosi interrogatori, assunzione di informazioni da parte dei Pubblici Ministeri nonché operati ulteriori approfondimenti istruttori, all’esito dei quali sono stati acquisiti elementi indiziari integrativi ed accertate ulteriori ipotesi di reato, tra cui, in particolare, quella relativa all’omicidio colposo ai danni di Hakimi Lamine. 

Riconoscimento difficile

Si rammenta che le Unità di Polizia Penitenziaria provenienti dagli altri carceri – per lo più sconosciute ai detenuti di Santa Maria Capua Vetere ed attivi nelle violenze – erano quasi tutte munite di caschi e dispositivo di protezione individuale, sicché l’identificazione delle persone resesi responsabili dei fatti contestati, benché immortalate dalle video-registrazioni, risulta estremamente difficoltosa. 

Per i necessari approfondimenti volti ad individuare ed identificare gli autori, ancora ignoti, le indagini, tuttora in corso, sono oggetto di diverso procedimento. 

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