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Femminicidio Bronte, l’Ugl: “Siamo nel pieno di un conflitto sociale”

“Siamo profondamente scossi per la barbara esecuzione di Ada Rotini, ennesima vittima di femminicidio caduta in questa guerra sempre più cruenta che si sta consumando in Italia da nord a sud. Solo nella nostra provincia in meno di tre settimane la cronaca ha fatto registrare due decessi di donne lasciate sole ed altri fatti penalmente rilevanti perseguiti da giustizia e forze dell’ordine. Ci troviamo nel pieno di un conflitto sociale che ormai sta degenerando pesantemente, in un contesto sempre più allo sbando tra una babele di leggi ed un fiume di chiacchiere al vento che contribuisce a creare sconforto”.

E’ l’amara constatazione della Ugl di Catania che, tramite il segretario territoriale Giovanni Musumeci, nell’esprimere un pensiero per la donna uccisa e per i suoi figli sprofondati ulteriormente in un nuovo dolore dopo quello provocato dalla separazione dei genitori, chiede una reazione immediata perché l’emergenza diventi priorità da dover affrontare con il contributo di tutti.

“Istituzioni, politica, parti sociali e sindacali, associazioni e cittadini di buona volontà non possono essere più isole a sé, ma devono fare rete se si vuol proteggere la vita di tante donne in pericolo. Siamo stanchi di ripetere che, a monte, occorrono leggi concrete sia dal punto di vista della repressione che della prevenzione, pene severe per i vili autori di questi atti criminosi e salvaguardia dei loro obiettivi. Non vogliamo più ribadire – continua Musumeci – l’impellenza di potenziare le iniziative sul territorio di ascolto ed intervento, investendo nell’incremento di assistenti sociali nei comuni (laddove gli organici sono ridotti neanche al minimo possibile) e di psicologi nelle Aziende sanitarie provinciali. Sono soluzioni non di certo fantascientifiche, ma se all’idea corrisponde l’inerzia del fare è chiaro che domani ci troveremo ancora a piangere altre vittime del disagio. Se vogliamo vincere questa guerra non dobbiamo perdere ancora minuti preziosi, soprattutto nel centro nevralgico del potere legislativo dove l’unico diritto sacrosanto che sta al di sopra di ogni altro, tra i legittimi diritti rivendicati dagli italiani, è quello alla vita”.

“I centri decisori – conclude il segretario territoriale della Ugl – siano da oggi meno propensi alle dichiarazioni del minuto dopo, ma più orientati all’azione determinata a combattere contro questo fenomeno. Su questo sappiano che ci troveranno pronti a dar loro una grande mano”.

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