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Femminicidio Bronte: marcia per Ada, l’assassino è fuori pericolo

“Pochi giorni fa ad Acicastello, ora a Bronte, domani non sappiamo dove, sappiamo che accadrà ancora. Non è possibile. Lo Stato deve punire severamente questi atti ignobili. Nessun essere umano può disporre della vita altrui. Nessuna Donna deve avere paura di vivere libera. Se siete vittime, denunciate al Telefono Rosa ed alle Istituzioni: abbiamo il dovere di starvi vicine. Proclameremo il lutto cittadino”.

Così ieri Pino Firrarello, il sindaco di Bronte, comune della provincia di Catania sconvolto dall’ennesimo femminicidio, un altro nel territorio etneo a pochi giorni di distanza.

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E stasera un’altra fiaccolata. Un’altra comunità costretta a guardarsi allo specchio, a convivere con l’orrore, col dolore di una famiglia distrutta, di due figli privati delle loro madre, scaraventati in un incubo senza fine.

“La nostre luce contro la violenza”, recita l’invito a partecipare alla marcia commemorativa per Ada Rotini e tutte le vittime di femminicidio.

Intanto, Filippo Asero non è in pericolo di vita. L’assassino che ha cercato di suicidarsi con lo stesso coltello utilizzato per uccidere la moglie, conficcandoselo nel petto, è ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato traportato in elisoccorso e dove è stato operato con successo. Asero è piantonato in attesa di essere trasferito nel reparto ai pazienti sottoposti a ordinanze cautelari.

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