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Siberia: ministro intervistato perde la vita per salvare il cameraman

Siberia: ministro intervistato perde la vita per salvare il cameraman

E’ accaduto ieri: Yevgeny Zinichev, ministro russo per le emergenze, è morto mentre stava svolgendo un’esercitazione militare in Siberia. Un uomo era caduto in acqua da un scogliera e il ministro si è adoperato per salvarlo. Aveva 55 anni e svolgeva questa funzione dal 2018. Tutto ciò si è svolto nei pressi di una cascata nella riserva naturale dell’altopiano Putorana, a circa 165 chilometri dalla città di Norilsk: nel territorio di Krasnojarsk, a nord del circolo polare artico.

Il regista Aleksandar Melnik stava intervistando il ministro per un documentario sullo sviluppo dell’Artico e sugli investimenti della Russia nelle rotte commerciali che attraversano la regione. Melnik è caduto in acqua e Zinichev si è tuffato per soccorrerlo. Con questo gesto ha colpito una roccia sporgente. I due uomini sono morti entrambi. Zinichev sul colpo, Melnik poco dopo.

Il ministro stava coordinando una vasta esercitazione militare: era stata ordinata dal presidente russo Vladimir Putin, al fine di preparare la Russia a eventuali situazioni di emergenza nell’Artico. L’incarico di ministro per le emergenze esiste dagli anni Novanta: questi ha funzioni simili a quelle del capo della Protezione civile italiano. Con questo ruolo, Zinichev era responsabile della gestione della risposta russa ai disastri naturali e a quelli causati dall’uomo: una carica particolarmente rilevante. A inizio carriera aveva operato nel Kgb, i servizi segreti sovietici.

Con il tramonto dell’Urss, l’Fsb prese il posto del Kgb e Zinichev lavorava là: ne divenne vicedirettore nel 2016, quando fu nominato da Putin governatore ad interim della regione dell’exclave di Kaliningrad (mantenne la carica per pochi mesi). Putin ha definito la sua morte «una perdita personale irreparabile»: il ministro era un suo «amico affidabile e leale e un professionista di alto livello» (foto di repertorio).

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