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Spinea, fino al 12 settembre la mostra “Memorie d’infinito” di Tobia Ravà

Mostra a cura di Maria Luisa Trevisan Allestimenti a cura di Rubens Tola LUOGO: Oratorio di Villa Simion, via Roma 265 Spinea (VE) PERIODO: 27 agosto – 12 settembre 2021

APERTURA: giovedì e venerdì 16.00-19.00 sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00 (visitabile secondo la normativa anti Covid vigente). Per informazioni: Biblioteca Comunale di Spinea tel. 041-5071369.

L’incontro con l’artista e l’idea di ospitare le sue opere è nata nel gennaio 2020, quando Tobia Ravà era stato ospite della Biblioteca di Spinea per una conferenza e per l’occasione aveva esposto alcune Vele. Dall’entusiasmo e dall’interesse per i suoi lavori ecco l’idea della mostra, poi più volte rinviata a causa del Covid-19. Sempre in quell’occasione l’artista Ravà decise di regalare alla Biblioteca un raso per ornare l’entrata. “Varco celeste” è l’opera realizzata per la Biblioteca del Comune installata in occasione della mostra.

Tutti i lettori e le lettrici entrando in Biblioteca troveranno ad accoglierli questo varco simbolo, tra gli altri, anche dell’accesso alla conoscenza. Varco celeste è una rielaborazione da “Soglia celeste”. L’immagine vuole raffigurare in chiave cabalistica il varco del tempietto ricostruito dall’architetto Botta a Mogno, in alto Ticino, al posto di una chiesetta distrutta da una valanga.

Il percorso della mostra in Oratorio

L’esposizione rappresenta un percorso attraverso la poetica dell’artista, che nelle sue opere attua una mirabile sintesi tra cultura veneziana, ebraica e mitteleuropea, in un connubio tra natura e cultura, attraverso percorsi legati alle sequenze matematiche in relazione allo spazio e al tempo. In mostra è presente una selezione di lavori recenti riguardanti animali, in particolare architetture, piante, pesci, opere sorrette da una stessa logica matematica che permea il mondo naturale e la creazione artistica. Sono presenti diverse tecniche: vele, rasi a sublimazione e le ultimissime produzioni scultoree in bronzo, pietra e marmo.

Si rimane colpiti dalle texture alfa-numeriche che ricoprono paesaggi, animali e architetture. Ogni opera, grazie a questo reticolato di numeri e lettere ebraiche può essere letta in rapporto alla ghematrià (“gimatreya”) e alla kabbalah (“ricezione”), che l’artista studia meticolosamente prima della stesura sulla superficie dell’opera. In ogni lavoro l’artista sviluppa un percorso simbolico a rebus costruito su piani di lettura diversi attraverso la ghematrià, criterio di permutazione delle lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico secondo cui ad ogni lettera corrisponde un numero, così ogni successione alfabetica può considerarsi una somma aritmetica.

In questo modo ogni opera rappresenta un luogo o un oggetto reale ma anche un percorso simbolico con un significato etico, spirituale e numerologico. L’artista con le sue opere cerca di recuperare i valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche alla storia e a tutto ciò che l’uomo ha prodotto come risultato di conoscenze e saperi. Nel suo atelier elabora tutto ciò: crea le sue opere, elucubra teorie ed effettua sempre nuove scoperte.

L’artista matematico è anche autore della “Congettura di Ravà” sulla sequenza di Fibonacci, in particolare la sottosequenza con la ripetizione dei 24 numeri, riscontrata con la riduzione teosofica dei numeri della sequenza. La congettura è divenuta teorema essendo stata provata e risultata vera. Ravà ha fatto anche un’altra recentissima scoperta che riguarda i numeri primi – come scrive Federico Giudiceandrea, che ha fatto la prova matematica anche di questa congettura, risultata vera – “corollario di un teorema già noto: il teorema sulla divisibilità di un numero per 9 o più genericamente per la cifra predecessore della base numerica in cui il numero è espresso”.

Nota biografica

Tobia Ravà nato a Padova nel 1959, ma da sempre veneziano, lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna, Slovenia, Austria, Croazia, Brasile, Stati Uniti, Canada, Argentina, Israele, Marocco, Russia, Cina, Giappone. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, Estremo Oriente, Africa ed Australia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte.

Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea a Mirano, dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici. Ricordiamo alcune tra le esposizioni più recenti: la mostra Paint by Numbers al New York al HUCJIR Museum con alcuni lavori dell’artista (da novembre 2016 a giugno 2017).

Nel 2018 è invitato a partecipare ad Art&Math all’Ecole Belge de Rabat e Casablanca, a Ricordi Futuri 4.0 al Memoriale della Shoah Binario 21 di Milano e ad Infanzia indimenticabile a Tel Aviv a cura di Ermanno Tedeschi. Nel 2019 Piergiorgio Odifreddi lo invita ad allestire Elementi di calcolo trascendentale all’interno del progetto “La poetica dei numeri primi” per Matera Capitale Europea della Cultura Europea, mentre nella sua città viene allestita una importante mostra personale presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, nella sede di Piazza San Marco. Appena terminate due sue personali alla Rocca Flea di Gualdo Tadino (PG) e alla Cappella Marchi di Seravezza (Lu) www.tobiarava.com PaRDeS – Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea, via Miranese 42, 30035 Mirano (VE) tel./fax 041/5728366 cell. 349 1240891 ; www.artrepardes.org; artepardes@gmail.com anche su facebook, twitter, instagram

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