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Caso Catania: il futuro delle periferie affidato agli studenti

Hanno preso il via nell’aula magna del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania, i lavori della X edizione della Scuola di Alta formazione di Sociologia del Territorio dell’associazione italiana di Sociologia dal titolo “Le Periferie del Centro. Vecchie e nuove forme di disagio sociale. Il caso di Catania”.

Promossa dal Consiglio Nazionale dei Sociologi dell’Ambiente e del Territorio, nell’ambito del progetto formativo “PeriferiCITTÀ”, la Summer School avrà sede presso il del Dsps, fino a giovedì, a beneficio di 28 allievi, tra studenti magistrali e dottorandi, provenienti da tutta Italia.

“Quello del recupero delle periferie – ha detto la prorettrice Vania Patanè, che ha portato i saluti del rettore Francesco Priolo – è un tema particolarmente importante intorno al quale ruotano aspetti di più ampia complessità, dal degrado urbano alle sacche di devianza, alla necessità di restituire a una normalità di vita contesti e fasce di popolazione che si ritrovano a vivere in condizioni di disagio. Il valore aggiunto di questa Summer School, al di là dell’approccio teorico, è che ai giovani partecipanti verrà data la possibilità di sperimentare sul territorio delle azioni possibili, e ciò servirà ad arricchire i loro profili con delle competenze da spendere dove sarà necessario”.

“Sin da queste prime battute è stata messa in chiaro l’importanza di lavorare in chiave interdisciplinare, mettendo a sistema i risultati dell’azione sia formativa che pratica – ha sottolineato il responsabile scientifico della Scuola Carlo Colloca – Al termine dell’esperienza, gli allievi restituiranno delle ipotesi progettuali a beneficio del territorio, secondo la logica della terza missione che vede impegnati l’Università e il dipartimento”.

“In questa edizione, torniamo ad occuparci delle grandi città – ha spiegato Giampaolo Nuvolati, coordinatore del Consiglio Nazionale dei Sociologi dell’Ambiente e del Territorio – dopo Catania ci concentreremo in futuro su Napoli e Milano e sulle loro peculiarità. Si tratta di un percorso vero e proprio perché riteniamo che le periferie oggi sono luoghi di rilancio delle città, non solo di emarginazione, e quindi meritano una grande attenzione”.

“Sul tema delle periferie c’è davvero molto da lavorare – ha ricordato il direttore del Dsps Giuseppe Vecchio – auspichiamo un sempre maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e del privato sociale, in particolare sul tema delle povertà educative che affliggono i minori che risiedono in queste aree”.

“Con la pandemia – ha concluso il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci Enzo Bianco – cambierà probabilmente l’idea stessa di centro e di periferia. Può essere questa l’occasione per ripensare le nostre città, puntando su tanti ‘centri’ all’interno dello stesso contesto urbano, partendo dalla riqualificazione di quei quartieri storici che sono stati negli anni abbandonati con iniziative di carattere sociale e culturale. Questo momento è dunque di grandissima utilità e l’Anci sostiene questa iniziativa con il suo patrocinio”.

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