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incidente stradale

Torino, incendio in via Po: brucia il Xò Café (ex Angelo Azzurro)

Intervento dei Vigili del fuoco questa mattina, 12 settembre, in centro a Torino. A bruciare il Xò Café, noto locale sotto i portici di via Po a pochi metri da piazza Vittorio Veneto. Un locale che aveva già ricevuto il triste “battesimo del fuoco” negli anni ’70, in cui era noto come l’Angelo Azzurro.

Un nome che riporta ai tragici episodi dell’ottobre 1977 e al corteo di protesta organizzato da Lotta Continua. In quell’occasione, l’Angelo Azzurro venne bersagliato a colpi di molotov e uno degli avventori, Roberto Crescenzio, studente lavoratore di 22 anni, rimase gravemente ustionato e morì pochi giorni dopo in ospedale.

L’incendio al Xò café

Erano circa le ore 8,30 di questa mattina quando dal Xò Café, sotto i portici di via Po sono iniziati ad uscire fumo e fiamme. Sul posto sono intervenute alcune squadre dei Vigili del fuoco, ma anche le Forze dell’ordine, che hanno provveduto ad isolare l’area. Le fiamme sono state domate in poco più di mezz’ora, anche se le operazioni di bonifica e controllo sono in corso.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato originato da un corto circuito nel piano interrato, in cui si trova la sala da ballo.

L’incendio del 1977 all’Angelo Azzurro

L’incendio di questa mattina si è risolto in breve tempo, senza morti, né feriti. Ben diverso purtroppo fu quello di 44 anni fa, nel medesimo luogo (via Po 46), allora chiamato Angelo Azzurro.

Il locale, all’epoca considerato ritrovo degli esponenti della destra di Torino, venne bersagliato dal lancio di molotov dalle Squadre armate proletarie durante un corteo organizzato da Lotta Continua in risposta all’uccisione di Walter Rossi, militante di sinistra, avvenuta il giorno precedente a Roma. Era il primo ottobre 1977.

Allo scoppio del rogo, all’interno dell’Angelo Azzurro c’erano anche Diego Mainardo, studente di ingegneria e operaio Fiat, e Roberto Crescenzio, studente lavoratore proveniente dal Veneto. Il primo venne trascinato all’esterno dai militanti e pestato; Crescenzio, per evitare le botte, cercò riparo all’interno, ma fiamme e fumo pervasero il locale e – quando venne soccorso – aveva già ustioni sul 90% del corpo. Morì 2 giorni dopo all’ospedale CTO.

Oggi, fortunatamente, al Xò Café è andata in modo ben diverso. Ma le fiamme, il fumo, l’area transennata, hanno certamente riportato alla mente dei torinesi quei tragici fatti.

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