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Sentenza trattativa Stato-mafia, Enzo Guarnera: “Come Pasolini, io so”

Nel pomeriggio di ieri (23 settembre) è stata emessa la sentenza di appello del processo denominato “Trattativa”.

L’opinione di Enzo Guarnera

Nel pomeriggio di ieri (23 settembre) è stata emessa la sentenza di appello del processo denominato “Trattativa”.
I giudici di primo grado hanno già riconosciuto che tra la mafia e alcuni settori deviati dello Stato è avvenuto un qualche scellerato accordo.
Senza entrare nel merito, ciò ha costituito un affronto per la democrazia del nostro Paese e per i cittadini onesti.
È un processo che gran parte dei mezzi di informazione e quasi tutta la politica hanno ignorato, e continuano ad ignorare.
Chiediamoci perché.
Ho una mia risposta.
Dal dopoguerra in poi si è costituito e consolidato un perverso “sistema di potere” trasversale, tenuto insieme da multiformi interessi illeciti.
Ne fanno parte, in maniera sinergica, esponenti
diversi, in rappresentanza di molteplici organismi.
Un elenco: politici, uomini di varie istituzioni pubbliche, servizi segreti, imprenditori, giornalisti, mafiosi.
A fare da collante tra tali soggetti sono spesso le logge massoniche deviate, delle quali molti di costoro fanno parte.
Uno solo è l’obbiettivo comune: gestire il potere e le risorse collettive più a lungo possibile.
Questa, per quanto mi riguarda, è una consapevolezza radicata, frutto della mia esperienza politica e professionale.

Confidavo nella sostanziale conferma delle condanne di primo grado.
Sono consapevole che la verità giudiziaria non sempre corrisponde a quella storica.
In ogni caso faccio mia la nota affermazione di Pasolini: IO SO!
Lo confermo: IO SO!

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