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Morti bianche nel Salento, 16 in 9 mesi. Una mattanza senza fine

Nel Salento si continua a morire sul posto di lavoro, si continua a dover parlare delle morti bianche come una mattanza senza fine. Dopo gli episodi di Palmariggi e Mancaversa risalenti a circa dieci giorni fa ed avvenute in rapida successione, oggi l’ennesima tragedia a Tricase che ha scosso nuovamente la comunità salentina. Drammi che, purtroppo, si susseguono con una regolarità drammatica ed inquietante e fanno contare, soltanto nei primi nove mesi del 2021, già 16 morti bianche in provincia di Lecce. Una situazione tragica ed incredibile, denunciata dai sindacati leccese di Cigl, Cisl e Uil che hanno appreso della morte di Donato Piscopiello, il 68enne morto oggi a Tricase, cadendo da una scala sul posto di lavoro, proprio mentre erano riuniti per affrontare il tema della sicurezza e della salute sul posto di lavoro.

Morti bianche nel Salento, le dichiarazioni dei sindacati

L’ennesimo dramma, però, è davvero troppo, non fosse altro che il numero di 16 morti bianche in 9 mesi è davvero esorbitante. Per questo motivo sono state proprio le tre sigle confederali a definire questa situazione una “mattanza senza fine”. Ora, Cigl, Cisl e Uil chiedono una risposta immediata alle istituzioni. “Non siamo disposti a pagare questo prezzo alla ripresa economica post-pandemia”, commentano i sindacati confederali leccesi che si dicono pronti alla mobilitazione generale. “Morti bianche e incidenti gravi sul lavoro, rispettando le norme sulla sicurezza del lavoro, possono essere ridotti in maniera sensibile“, aggiungono i rappresentanti delle tre sigle sindacali che poi hanno annunciato l’intenzione di lanciare una serie di assemblee sul territorio e di organizzare una manifestazione nei prossimi giorni sotto la Prefettura, per investire sul tema l’ufficio territoriale del governo e per il suo tramite anche le parti datoriali e istituzionali che hanno un ruolo nella diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro. Tema, purtroppo, che a livello nazionale assume contorni addirittura peggiori rispetto ai dati relativi alla sola provincia di Lecce.

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