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Napoli-Spartak Mosca 2-3: capitombolo europeo, “follia” di Mario Rui e la partita cambia

Azzurri avanti dopo 12 secondi, ma l’espulsione di Mario Rui cambia tutto. Qualificazione in salita.

NAPOLI-SPARTAK MOSCA: 2-3

TABELLINO: Elmas 1′, Promes 55′ e 90′, Ignatov 80′, Osimhen 94′.

Un brutto tonfo del Napoli in Europa League, tanto rumoroso quanto inaspettato. Lo Spartak Mosca, che già nel 1990 clamorosamente eliminò il Napoli di Maradona dalla Coppa dei Campioni, si conferma bestia nera per gli azzurri.

Primo tempo: il gol-lampo di Elmas ed il raptus di Mario Rui

Eppure il match si era messo subito benissimo, con il gol di Elmas dopo appena 12 secondi che sfrutta un’uscita maldestra del portiere russo. Zielinski avrebbe l’opportunità di raddoppiare ma calcia malamente il pallone in curva. Lo Spartak inizia a giocare ed il Napoli si mostra troppo superficiale e lezioso quando invece dovrebbe azzannare la preda ferita.

Poi arriva la “follia” di Mario Rui: intervento pericoloso ed inutile sulle trequarti di campo a gamba tesa. Dopo il consulto al VAR, l’arbitro opta per il rosso. A fine secondo il tempo ancora il VAR cancella un rigore inesistente per lo Spartak.

Secondo tempo, il tracollo azzurro

Spalletti corre ai ripari ed inserisce Osimhen e Malcuit, dirottando Di Lorenzo a sinistra. Il vento però è cambiato e proprio sul lato sinistro del Napoli arriva il pari russo con Promes. All’80 lo Spartak ribalta il risultato con un tiro dal limite di Ignatov, dopo che si è aperta una falla sul lato destro della difesa partenopea.

Due minuti dopo arriva il rosso anche per Caufriez, che per tutto il secondo tempo ha brutalizzato Osimhen. Il Napoli avrebbe il tempo quanto meno di pareggiare, ma la troppa sfoga induce all’errore in uscita della difesa e ancora Promes ne approfitta per l’1-3. La rete nel recupero di Osimhen sa molto di beffa, perché ormai non c’è più tempo per recuperare.

Una sconfitta che ha messo in evidenza due cose: mancano ricambi adeguati sulle fasce (peccato “mortale” e non veniale della società quello di non prendere Emerson Palmieri); inoltre questa squadra deve giocare sempre con una soglia di attenzione altissima per rendere al meglio.

Un ko che mette in salita la strada verso la qualificazione, anche perché passa direttamente il turno solo la prima, mentre la seconda dovrà passare per le forche caudine degli spareggi. Non è comunque il caso di farne un dramma ma da questa sconfitta bisogna imparare tante cose. Se la lezione è servita lo si saprà già domenica prossima nella delicatissima trasferta di Firenze, match per testare anche la maturità della squadra.

Foto: pagina Twitter SSC Napoli

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