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Destino del rifugiato, Nobel per la letteratura a scrittore africano: un solo libro tradotto in Italia

Destino del rifugiato, Nobel per la letteratura a scrittore africano: un solo libro tradotto in Italia

Abdulrazak Gurnah è Nobel per la letteratura. L’autore è nato a Zanzibar (panorama nella foto) nel 1948 ed è attivo a Londra; è stato insignito del riconoscimento per la sua “intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”. “Il disertore”, scritto da Gurnah, è uscito nel 2006 per i tipi di Garzanti, ma è ormai introvabile.

Il principale interesse accademico di questo luminare riguarda, come appare chiaro, la scrittura postcoloniale e i discorsi associati al colonialismo, in particolare concernenti l’Africa, i Caraibi e l’India.

Ha pubblicato ‘Paradise’ (1994), selezionato sia per il Booker Prize sia per il Whitbread Prize, ‘Desertion’ (2005) e ‘By the Sea’ (2001), a sua volta selezionato per il Booker Prize e poi finalista al Los Angeles Times Book Award.

L’intellettuale giunse in Gran Bretagna per la prima volta come studente nel 1968: è stato costretto ad allontanarsi dal suo Paese a causa delle persecuzioni ai danni dei cittadini di origine araba. Dal 1980 al 1982 ha poi insegnato alla Bayero University Kano, in Nigeria. In seguito si è trasferito all’Università del Kent, a Canterbury, dove ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1982, e ora è professore e direttore degli studi universitari presso il dipartimento di inglese.

Ha inoltre collaborato come redattore con la rivista Wasafiri dal 1987 e ha supervisionato progetti di ricerca sulla scrittura di autori quali gli stessi Rushdie e Naipaul, G.V. Desani, Anthony Burgess, Joseph Conrad, George Lamming e Jamaica Kincaid.

A oggi, è il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003).

Ha curato due volumi di saggistica sulla scrittura africana e pubblicato articoli su numerosi scrittori postcoloniali contemporanei, tra cui V. S. Naipaul, Salman Rushdie e Zoe Wicomb (fonte: Agi).

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