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Turismo sostenibile, economia circolare, progetti originali che coinvolgano soprattutto donne e giovani: la ricetta di Confcooperative Ragusa per la ripartenza della provincia iblea. “Risposte efficaci per nuovi orientamenti di sviluppo del territorio”

“La ripartenza assume un valore reale per il mondo della cooperazione solo se sarà capace di agganciarsi alle nuove prospettive di crescita del territorio attraverso un’economia sostenibile, in grado di dare risposte efficaci ai nuovi orientamenti di sviluppo”. E’ quanto afferma il presidente provinciale Confcooperative Ragusa, Gianni Gulino, evidenziando che la centrale cooperativa, partecipando ai vari tavoli tecnici in cui si definisce la progettazione riguardante le somme (da quelle del Pnrr a quelle del Mise) che potrebbero arrivare in provincia di Ragusa, cerca di indicare quali le migliori strade da percorrere. “Intanto – chiarisce Gulino – la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, quindi un percorso legato essenzialmente al turismo sostenibile. Per fortuna, il nostro territorio è ricco da questo punto di vista. Pensiamo ai parchi naturali e a tutte le attività che abbiamo a corredo. Si deve puntare alla creazione di nuove cooperative di giovani, sfruttando le risorse naturali che il territorio ci mette a disposizione”.

“Un altro aspetto importante da sottolineare – continua il vicepresidente provinciale Danilo Scalone – è che non chiediamo fondi a pioggia. Piuttosto, sono necessarie risorse economiche da gestire con un orientamento legato allo sviluppo sostenibile, come detto, ma anche indirizzando le attività pubbliche e private verso una transizione ecologica che comporta il recupero di materiali organici, prodotti di scarto, trasformandoli in elementi di economia circolare. Credo che un esempio, per la nostra area provinciale, possa valere per tutti. Possediamo il know how affinché gli scarti organici dell’agricoltura possano essere riconvertiti, tramite batteri, microrganismi, per ottenere delle plastiche che andranno di nuovo al riutilizzo per la copertura delle serre o degli imballaggi dei prodotti agroalimentari”.

Inoltre, un altro progetto su cui si può puntare ha a che vedere con il turismo del benessere orientato alle diverse culture, un turismo completamente nuovo rispetto al passato e, anche in questo caso, assolutamente sostenibile. L’obiettivo a cui, in tutti questi contesti, punta Confcooperative concerne l’autoimprenditorialità soprattutto riguardante donne e giovani inoccupati. “Il nostro auspicio – conclude Scalone – punta alla creazione di tavoli tecnici con enti pubblici e privati. Vogliamo raccogliere idee dal basso e presentare proposte fattive, sforzandoci di rendere la burocrazia più “smart”. Tutto questo ci può servire ad attivare cooperative di giovani, sviluppando le attività tra i cooperanti. Insomma, una proficua attività di aggregazione occupazionale. Sono i binari su cui intendiamo muoverci”.

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