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Prostituta morta suicida, aveva fatto arrestare gli sfruttatori

La donna di 47 anni, era nata in Albania e da anni cercava di ottenere la cittadinanza italiana

La donna, il cui vero nome lo conoscevano in pochi, aveva partecipato a un operazione di polizia che ha portato all’arresto di 40 sfruttatori della prostituzione, collaborando alle indagini e testimoniando contro i delinquenti. Il tutto nel tentativo di ottenere la cittadinanza italiana, che però non è mai arrivata.

La 47enne, nata a Durazzo, in Albania, aveva ancora tre “x” sul passaporto quando sotto la pioggia che sabato sera ha allagato mezza Roma, ha scavalcato il parapetto di ponte Garibaldi e si è lanciata, morendo sul colpo.

Due passanti che hanno assistito alla scena non sono riusciti a fermarla, inutili anche i soccorsi della polizia ferroviaria prontamente intervenuta sul posto. Da più di tre anni l’ex prostitutiva era in lotta contro il tumore al seno, che l’aveva costretta a diversi cicli di chemioterapia, alcuni dei quali all’ospedale Santo Spirito.

Tanti i problemi burocratici relativi al prolungamento del suo permesso di soggiorno, più volte la donna aveva scritto al presidente della Repubblica Napolitano e poi anche a Mattarella, implorando di ricevere la cittadinanza italiana prima di morire. La sua collaborazione nelle indagini non l’ha mai ripagata a dovere.

Aveva recitato anche in un cortometraggio, raccontando la sua storia, tormentata dalle minacce da parte degli ex sfruttatori per averli denunciati, nella speranza di incoraggiare tante altre ragazze che come lei vengono costrette a prostituirsi.

“Mi hanno taglliato la gamba con le forbici e nelle ferite mi hanno messo il sale, per farmi ancora più male”.

La storia di una vita di sofferenze il cui unico sogno era quello di acquisire la cittadinanza italiana, di trovare una stabilità economica e lavorativa, una casa.

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