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Caso Chiara Gualzetti, perizia sul coetaneo: “capace d’intendere e volere”

Chiara Gualzetti, dato tristemente noto, è stata massacrata lo scorso 27 giugno. La quasi sedicenne si trovava a due passi da casa. La ha uccisa un coetaneo, nel parco dell’Abbazia di Monteveglio. Bisognava capire se fosse capace d’intendere e volere, quando ha colpito Chiara a coltellate, ancora e ancora. Era affetto da patologie o alterazioni psichiche tali da determinare un vizio totale o parziale di mente?

La perizia è stata affidata allo psichiatra Mario Vittorangeli; è stata depositata nei giorni scorsi, dopo quasi quattro mesi di colloqui ed esami. Il coetaneo è capace di intendere e volere, è apparso chiaro dalla perizia psichiatrica alla quale è stato sottoposto, su richiesta del pm della Procura dei minori Simone Purgato. La perizia, di 120 pagine, è a disposizione delle parti.

Bisognava chiarire altri dubbi: la capacità del 16enne di affrontare il processo, l’eventuale pericolosità sociale e il grado di maturità in relazione alla sua giovane età. In sintesi, si trattava di vedere chiaro nella mente del giovane, dopo il fermo per omicidio premeditato e aggravato dai futili motivi. In effetti, aveva parlato di un demone che gli era apparso più volte e che gli chiedeva insistentemente di uccidere. A causa degli improvvisi scatti di rabbia, poi, la madre aveva deciso di farlo seguire da una psicologa. Tutte risposte positive dalla perizia: piena capacità d’intendere e volere del 16enne al momento del fatto e capacità di affrontare un processo.

Probabilmente, la Procura chiederà il giudizio immediato. La conclusione dello psichiatra Vittorangeli ha reso superfluo che ci si interrogasse sulla pericolosità sociale. Si esclude quindi la presenza di profili psichiatrici, deliri o allucinazioni, che abbiano reso meno lucida la mente del giovane, nel comprendere quanto stava facendo quel giorno.

Delirante negli interrogatori che precedevano il suo arresto, poi il giovane era apparso sano di mente: nell’ordinanza di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere, il gip scriveva che il 16enne appariva “freddo”, “senza scrupoli”, lucido.

Ma un eccesso di lucidità non può essere considerato affine alla follia? “La malattia m’ha aguzzato i sensi, ma non li ha distrutti, non li ha resi ottusi. (…) E osservate con quale precisione, con quale calma vi posso raccontare tutta la storia” (Edgar Allan Poe, Il cuore rivelatore).

Ecco come si era mosso l’assassino, secondo gli atti: ognuno è innocente se non si dimostra il contrario. Aveva attratto la vittima in una trappola mortale: quella ragazza, che era invaghita di lui. Le disse che doveva darle un regalo. Ha fatto sparire il telefonino della ragazza, ha cancellato le chat ed è passato di nuovo davanti alle telecamere della casa di lei. Ora si trova nel carcere di Pratello.

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