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Le Fucksia presentano il loro EP “Twelve” (Intervista)

Le Fucksia presentano il loro EP “Twelve”, produzione esecutiva Elastico APS con il sostegno di Bologna città della musica UNESCO, uscito lo scorso 21 ottobre.

Le Fucksia presentano il loro EP “Twelve”, produzione esecutiva Elastico APS con il sostegno di Bologna città della musica UNESCO, uscito lo scorso 21 ottobre.

Le Fucksia sono Mariana Mona Oliboni, Marzia Stano, Poppy Pellegrini. Figlie del caso e madri del caos, transfemministe e orgogliosamente queer, sono la combinazione perfetta tra attitudine punk, sonorità techno e psichedelia, la loro musica è un trittico di adrenalina, passionalità ed energia rivoluzionaria. Tre musiciste, cantanti e performer, produttrici di musica elettronica e amanti della contaminazione, fondano questo progetto aperto a collaborazioni continue con visual artist, stilist e video maker, realtà per lo più femminili e soggettività fluide.

Mariana Mona Oliboni aka Mona/Stereo originaria del Brasile e milanese d’adozione approdata al mondo della performance live con le “UPnea” un mix di circo, musica e teatro. Generatrice di estetiche psycho e sonorità deviate trascende i confini fra le arti performative integrando strumenti musicali insoliti come la sega, special make-up, fx e video-art. Nel 2014 fonda assieme a Riki il duo “Dadi Etro” e nel 2016 entra come vocalist e tastierista nella band Teknopunk “Killanation”. A seguito della tragica e prematura scomparsa di Riki, compagno di vita e partner artistico e professionale, Mariana trasforma la sua sofferenza interiore in alchemiche forme di vetro, si trasferisce a Murano (Venezia) dove assieme alla sua migliore amica e socia fonda la prima vetreria artistica gestita da sole donne “Le vetraie ribelli” e il progetto Glass Groove.

Poppy in arte Circuit Element ha iniziato la sua esperienza musicale come chitarrista e bassista nella la band Jolaurlo fino al 2010. Nel 2012 si trasferisce a Berlino, tappa cruciale per la sua crescita musicale e professionale, dove fonda la crew OSTeRIOT con cui inizia a suonare musica elettronica e techno tra centri sociali, club e rave party della scena underground di Berlino. In Italia collabora con realtà della scena queer come LaRoboterie.

Marzia Stano ha cavalcato l’ondata indipendente degli anni ’00 come frontwoman dei Jolaurlo, è orgogliosa parte attiva della comunità queer e nel 2013 fonda il suo progetto solista “UNA” con l’album d’esordio “Una, nessuna, centomila” prodotto da Giacomo Fiorenza (I Cani, Colapesce, Cosmo etc) e che viene presentato in una tournè europea a Parigi, Londra, Berlino, Lussemburgo, Bruxelles e negli USA per il festival Hit Week. Apre i concerti per Siouxie, Skunk Anansie, Cat Power, Franco Battiato, co fondatrice dell’etichetta discografica Elastico Records, la prima etichetta dichiaratamente transfemminista in Italia. Nel 2016 parte in tournée come batterista e tastierista della cantautrice Angela Baraldi mentre scrive il suo terzo disco solista “AcidaBasicaErotica”, disco in cui compaiono nomi di fama internazionale come le rapper canadesi “Random Recipe” e il maltese mc Pill West. Produttrice e direttrice artistica dell’area musica per Elastico associazione culturale e club di Bologna, componente del progetto “Donna Circo”, il remake del primo disco femminista in Italia (1974), che il 4 giugno 2021 è stato pubblicato da La Tempesta dischi.

Dal loro incontro nasce “Twelve”, primo lavoro discografico delle Fucksia. Un EP di sei brani “Silicon skin”, “Life is a gun”, “Consense”, “4 little monkeys”, “I’m break” e “Tre6”.

Fucksia: un nome che è già una dichiarazione di intento, quasi un manifesto. Ce lo raccontate?

Ora ti racconto una cosa che ci è successa durante un’intervista. Ci hanno chiesto come mai una band di donne che si definisce transfemminista sceglie di apparire in alcune foto con pantaloncini e calze a rete. L’intervistatore (maschio bianco-etero-cisgender) è uno di quelli che sicuramente non sa che è lo sguardo maschile eteropatriarcale ad oggettivare il corpo femminile, non credo che nessuno avrebbe mai visto contraddizioni in un cantante uomo che decide di mettere in mostra con vistose scollature il proprio petto villoso.

Il corpo è il nostro e lo gestiamo noi. La libertà di espressione e di gestione del proprio corpo è sicuramente uno dei primi punti fermi del nostro manifesto. Può sembrare una cosa scontata ma per le donne riuscire ad esprimere pubblicamente e liberamente i propri pensieri, desideri e paure non è facile perché il modello patriarcale, quel sistema sociale in cui gli uomini detengono il potere di leadership politica, economica, etica e morale è stato interiorizzato da così tante donne che è facile trovarlo anche nei pensieri e nelle azioni di donne influenti, istruite o di potere. Noi portiamo sul palco sessualità, vita, morte, magia, non crediamo nei miracoli di un cambiamento imminente ma crediamo nella sincronicità e nella magia che si crea quando si difende un’idea, la musica ci permetter di connetterci con tutte quelle persone che vogliono liberarsi da gabbie e sovrastrutture che reprimono identità, pensieri e corpi.

Quando vi siete conosciute? Come è nata l’idea di fare un progetto insieme?

Ci siamo conosciute in vite precedenti e ci siamo rincontrate circa un anno fa quando la morte prematura di Riki, compagno di vita e di musica di Mari (l’altra voce delle Fucksia) ha scosso brutalmente le nostre anime e abbiamo pensato di canalizzare la rabbia e la tristezza costruendo qualcosa di nuovo e potente. Fucksia è la nostra terapia.

“Twelve”, il vostro primo EP, è stato concepito nell’arco di 12 mesi di pandemia. Quali emozioni e quali storie ci sono dietro ogni pezzo?

Rabbia, euforia, tristezza, disgusto, ma anche gioia di vivere e curiosità di scoprire che sapore ha la mela proibita appesa all’albero della conoscenza.

Come è stato potere suonar dal vivo il vostro primo lavoro?

I concerti stanno andando molto bene e per noi suonare dal vivo è fondamentale perché è li che si crea magia e connessione profonda con il nostro pubblico. A dicembre ricominciamo il tour e le nuove date saranno pubblicate sui nostri canali FB e IG, abbiamo tutt* bisogno di ballare e di divertirci!

Intervista a cura di Rossella Vetrano

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