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Super Green Pass, dal ristorante al cinema: linea dura per i non vaccinati

Le regioni hanno chiesto il via libera per le restrizioni ai non immunizzati

La quarta ondata della pandemia da covid-19 sta interessando quasi tutta Europa. I numeri in Italia per ora non sono così allarmanti ma l’obbiettivo principale resta quello di tenere a bada i contagi evitando così nuove chiusure e premiare i cittadini vaccinati. Per questo motivo le regioni avrebbero chiesto il via libera alle restrizioni per chi non si è ancora vaccinato.

Il nuovo decreto conterrà limitazioni più pesanti per coloro che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino e verrà messo in vigore in vista del Natale. Ieri il primo tavolo interlocutorio tra governo e regioni.

Verrà adottato un Super Green Pass che consentirà ai soli vaccinati o guariti dal Covid 19 di sedere ai ristoranti, andare al cinema, al teatro, allo stadio, in discoteca, a sciare e frequentare palestre e piscine. I 7,6 milioni di cittadini non ancora immunizzati quindi potranno ottenere una temporanea certificazione grazie al tampone che sarà valida solo per i servizi essenziali e per andare a lavorare.

Il prossimo consiglio dei ministri è in programma giovedì, le regioni hanno chiesto l’approvazione del nuovo decreto già nelle zone bianche. L’obbiettivo è quello di salvare il Natale e premiare tutti coloro che si sono sottoposti al vaccino, escludendo nuove chiusure.

Per ora prevale l’ipotesi più flessibile, ovvero quella di adottare le nuove normative solo nelle zone che avranno numeri da colore arancione. Con questo provvedimento i no vax sono di fatto esclusi dalla vita sociale del paese, solo nel caso in cui la situazione peggiori e non dunque, con i numeri attuali. Ma c’è chi non è d’accordo e preferirebbe giocare d’anticipo. E’ il caso del governatore della Calabria Roberto Occhiuto che è tra coloro che hanno proposto di adottare le nuove misure da subito, indipendentemente dai colori, estendendo così il super green pass anche in zona bianca.

La necessità di agire il prima possibile è stata sostenuta dai governatori di tutte le regioni. L’urgenza sembrerebbe giusitificata dalla preoccupazione scaturita circa la risalita dei contagi, che potrebbe condizionare il Natale già alle porte e tutta la stagione del turismo invernale.

In Alto Adige si sfiora il 18% di popolazione non vaccinata, il governatore Arno Kompatscher ha infatti varato una maxi-stretta che prevede il ritorno al coprifuoco per i comuni in rosso.

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato che la priorità è : “tutelare la sicurezza delle aperture, la continuità delle attività commerciali e imprenditoriali e tutelare chi ha fatto il proprio dovere, rispettando le richieste dello Stato”.

Una linea simile a quella espressa dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa che ha aggiunto: “E’ giusto garantire il diritto al lavoro e i diritti primari a chi decide di non vaccinarsi, ma è giusto anche che abbia qualche restrizione in più”.

Il governatore della Sicilia Nello Musumeci invece, pare adottare una linea più dura invocando l’obbligo vaccinale per tutti. Una misura sostenuta anche da Confindustria e dai sindacati dei lavoratori, che al momento però non è ancora passata al vaglio di Palazzo Chigi.

In settimana verranno risolte anche altre questioni importanti: a proposito della terza dose, il ministro Speranza conferma la possibilità di riceverla dopo cinque mesi dalla seconda. Verrà presa una decisione anche per l’obbligo della terze dose al personale medico e se estendere il provvedimento alle altre categorie come forze dell’ordine, docenti e il personale a diretto contatto con il pubblico.

Infine cambieranno probabilmente la durata della validità del Green Pass, che passerà da 12 a 9 o 6 mesi e dei temponi: da 48 a 24 ore per i rapidi e da 72 a 48 per i molecolari.

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