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Attractive young scientist and her post doctoral supervisor working on a project in the forensic laboratory.

A Torino l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale

Pubblicato il 4 Settembre, 2020

Grazie all’intuizione di don Luca Peyron la sfida è stata vinta con l’assegnazione alla Città da parte del Governo nazionale

Non ci sarà la competizione per il Tribunale unificato dei Brevetti per la quale il Governo ha scelto Milano, ma Torino è stata invece scelta come sede principale per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale (I3A). Nel piano nazionale si prevedono mille posti di lavoro e un budget iniziale di 80 milioni per l’avvio e 600 che arriveranno negli anni successivi dai privati.

Si tratta di una decisione molto importante perchè nel capoluogo torinese si insedierà il network che coordinerà le varie attività di ricerca in questo campo e che costituirà uno dei tasselli principali della strategia definita dal Ministero per lo sviluppo economico (MISE).

Si tratta di una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti dal mercato internazionale e, contemporaneamente, diventare un punto di riferimento per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia, in connessione con i principali trend tecnologici (tra cui 5G, Industria 4.0, Cybersecurity). I settori principalmente coinvolti saranno quelli della manifattura e robotica, IoT, sanità, mobilità, agrifoood ed energia, Pubblica amministrazione, cultura e digital humanities, aerospazio.

Un ruolo fondamentale nella sfida progettuale è stata quella di don Luca Peyron, direttore della Pastorale Universitaria della Diocesi di Torino e animatore creativo e sempre pronto alla collaborazione dell’Apostolato digitale. Nei mesi scorsi è riuscito a mettere intorno al tavolo le Istituzioni politiche, economiche, di ricerca ed universitarie per spingere la città a diventare sede di questo importante centro di eccellenza.

La sindaca Appendino di Torino ha dichiarato: “Una decisione che premia il percorso della Città e  del suo intero ecosistema innovativo in un ambito strategico per l’intero Paese, quale è l’intelligenza artificiale: un percorso che ha consentito di consolidare le eccellenza già esistenti nel capoluogo piemontese in tema di ricerca e trasferimento tecnologico, facendo leva su settori economici e produttivi storicamente strategici per la città e creando le condizioni per attrarre nuovi investimenti, anche in infrastrutture come il recente progetto dei Data center di Tim.

Anche l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha espresso la sua soddisfazione per la scelta da parte del Governo di designare Torino come sede per l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale. Ha ringraziato le Istituzioni e la società civile per aver accolto la proposta dell’Apostolato Digitale dell’Arcidiocesi di Torino.

Nel rinnovare la disponibilità di essere a servizio di questo importante progetto nella persona di don Luca Peyron e della sua équipe, ha auspicato, infine, che si possa presto condividere un manifesto valoriale ed etico a presidio della missione della nascente ed importante istituzione.

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