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Presunti abusi sessuali su 15enne invalido civile, la coppia omosessuale nega le accuse

Pubblicato il 29 Settembre, 2022

La notizia è di qualche giorno fa. Una coppia gay del basso Salento è finita nei guai per presunti abusi sessuali ai danni di un 15enne, invalido civile, al quale i due facevano ripetizioni private dopo la scuola. Una vicenda che ha fatto scalpore, ma su cui ci sono ancora diversi aloni di mistero. Secondo l’accusa, infatti, i due avrebbero approfittato del ragazzino durante le sedute di ripetizioni che si svolgevano a casa della coppia. I due uomini avrebbero ripetutamente consumato rapporti sessuali davanti al 15enne, che veniva costretto ad assistere e poi veniva palpeggiato e masturbato. Un copione che si sarebbe ripetuto più volte e che avrebbe portato all’arresto dei due, da parte dei carabinieri, nei giorni scorsi. I militari hanno notificato alla coppia una richiesta di custodia cautelare su richiesta del pm. I due, considerati “amici di famiglia” del ragazzino, avrebbero svolto ripetizioni in casa loro al 15enne per circa due anni, ma i presunti abusi sessuali risalirebbero all’inverno dello scorso anno. La denuncia ai carabinieri, però, sarebbe stata fatta solo ad agosto scorso, quando i genitori del ragazzino sono venuti a conoscenza dei fatti ed hanno deciso di rivolgersi ai militari.

Abusi sessuali su 15enne, la versione della coppia

A portare a galla i presunti abusi sessuali, che si sarebbero consumati all’interno dell’abitazione dei due uomini sposati con rito civile, sarebbe stata una rivelazione fatta dal 15enne ad una sua amica d’infanzia. Quest’ultima, a sua volta, avrebbe raccontato il tutto al padre che si sarebbe subito rivolto alla madre della vittima degli abusi sessuali. Il ragazzino avrebbe così confermato tutto in lacrima, confessando che le violenze si sarebbero verificate più volte e che la coppia si sarebbe raccomandata di non dire nulla a nessuno. I due uomini, però, negano categoricamente e respingono ogni accusa. Questo quanto confessato dalla coppia questa mattina, quando si è svolto l’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip. Gli arrestati, assistiti dai propri legali di fiducia, hanno risposto per oltre due ore, alle domande del giudice, fornendo la propria versione dei fatti. Oltre a negare gli abusi sessuali, hanno prima di tutto negato di averlo costretto ad assistere ad un rapporto sessuale, ma anche di averlo palpeggiato nelle parti intime. Hanno sostenuto, inoltre, di averlo ricevuto in casa in quattro circostanze e di averlo aiutato a fare i compiti solo una volta, poiché erano amici dei genitori, ma senza alcun tipo di molestie. I legali ora potranno rivolgersi al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura ai domiciliari. Gli indagati rispondono delle accuse di violenza sessuale aggravata e violenza privata.

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