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Addio a Claudio Coccoluto, dj di fama mondiale

Uno dei più importanti dj a livello mondiale è morto. Claudio Coccoluto, 59 anni, originario di Gaeta, in provincia di Latina, si è spento alle 4.30 di stamattina nella sua casa di Cassino, accanto alla moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia.

Pubblicato il 2 Marzo, 2021

Uno dei più importanti dj a livello mondiale è morto. Claudio Coccoluto, 59 anni, originario di Gaeta, in provincia di Latina, si è spento alle 4.30 di stamattina nella sua casa di Cassino, accanto alla moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia.

Da un anno combatteva contro una grave malattia.

Aveva iniziato a fare il Dj a 13 anni, per hobby, nel negozio di elettrodomestici del padre. Alla fine degli anni settanta ha cominciato a far conoscere la sua voce attraverso Radio Andromeda, la prima emittente privata a Gaeta. Dal 1985 questa diventa la sua professione.

Coccoluto ha partecipato spesso a eventi di livello europeo. È stato il primo dj del Vecchio continente a suonare al Sound Factory Bar di New York. Ha lavorato anche per Radio Deejay con il suo programma C.O.C.C.O. nel quale proponeva dj set e in diretta mixava e interagiva con gli ascoltatori.

Dal 1990 ha iniziato a produrre: l’ultima pubblicazione è stata a giugno 2008 con l’album Imusicselection5 – Vynil Heart, raccolta di 14 tracce realizzata in un’unica sequenza di vinili ed effetti mixati a mano libera come in un club.

“Questa mattina è arrivata la notizia che non vorresti mai sentire”, ha detto Linus in apertura della puntata odierna di Deejay Chiama Italia. “Stamattina avevo pensato che avrei voluto iniziare come un sit-com, parlando degli applausi finti a Sanremo. Ma è arrivata la scomparsa di Claudio Coccoluto, uno dei più apprezzati e storici dj italiani. Si sapeva che stava male da tempo, che negli ultimi giorni si era aggravato. Ma poi quando arriva la notizia ti ferisce. Claudio è stato in qualunque campo, in qualunque mestiere, un fuoriclasse. I fuoriclasse sono quelli che lasciano il segno. Ho sempre scherzato sul suo cognome: un cognome così bizzarro e curioso è diventato, grazie alla sua bravura, un marchio di fabbrica. A me piaceva, mi piaceva il suo suono, la sua personalità, faceva un mestiere che possiamo definire ‘futile’, ma era bello parlare con lui. Era un fuoriclasse”, ha concluso.

Dalla regia del programma Alex Farolfi ha sottolineato: “Era un dj di ricerca e un grande sperimentatore: più di così nella musica non si può avere”. E Nicola Savino ha aggiunto: “Si ostinava sul vinile, quando c’è stato l’assalto delle chiavette era duro tenere duro, ma lui lo faceva”.

Proprio nella giornata di ieri il Comune di Cassino aveva annunciato la realizzazione di un murale dedicato all’artista scomparso.

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