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Addio a Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter: è morto a 83 anni

Pubblicato il 19 Settembre 2026

Il calcio italiano perde uno dei suoi protagonisti più importanti. Sandro Mazzola è morto a Milano all’età di 83 anni, lasciando un ricordo indelebile nella storia dell’Inter e della Nazionale italiana. La notizia è stata comunicata nella notte dal club nerazzurro, che ha ricordato Mazzola come una delle figure più rappresentative della propria storia.

Una vita interamente legata all’Inter

Nato a Torino l’8 novembre 1942, Mazzola ha legato praticamente tutta la sua carriera alla maglia nerazzurra. Entrato nel mondo Inter fin da bambino, vi rimase per 17 stagioni, diventando uno dei simboli della squadra allenata da Helenio Herrera durante gli anni della Grande Inter.

Con il club milanese conquistò quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Secondo l’archivio aggiornato dell’Inter, furono 565 le sue presenze ufficiali, accompagnate da oltre 150 gol.

La consacrazione nella Grande Inter

La sua esplosione arrivò negli anni Sessanta. Herrera riuscì a valorizzarne le caratteristiche, facendone un giocatore capace di muoversi tra centrocampo e attacco.

Il momento simbolico della sua consacrazione arrivò nella finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid. A Vienna, Mazzola segnò una doppietta contribuendo al primo trionfo europeo della storia dell’Inter. Un anno dopo arrivò anche il secondo successo consecutivo nella competizione.

A livello individuale, Mazzola fu inoltre capocannoniere della Serie A nel 1965 e della Coppa dei Campioni nella stagione 1963-64. Nel 1971 raggiunse anche il secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff.

Il capitano e il rapporto con la Nazionale

Mazzola fu protagonista anche con la maglia azzurra. Tra il 1963 e il 1974 collezionò presenze in tre edizioni dei Mondiali e contribuì alla vittoria dell’Europeo del 1968, il primo conquistato dall’Italia.

La sua esperienza in Nazionale è rimasta legata anche alla celebre alternanza con Gianni Rivera, altro grande numero 10 del calcio italiano. I due furono spesso considerati rivali per una maglia da titolare, pur mantenendo nel tempo un rapporto di stima reciproca.

L’eredità di Valentino Mazzola

La sua storia personale fu segnata profondamente dalla tragedia di Superga. Sandro era il figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino morto il 4 maggio 1949 nell’incidente aereo che costò la vita all’intera squadra.

Aveva poco più di sei anni quando perse il padre. Il cognome Mazzola rappresentava quindi un’eredità pesantissima, ma Sandro riuscì a costruire una propria identità sportiva fino a diventare, a sua volta, una leggenda del calcio italiano.

Una leggenda rimasta sempre vicino all’Inter

Terminata la carriera da calciatore nel 1977, Mazzola rimase legato al mondo nerazzurro anche in altri ruoli. Fu dirigente e direttore sportivo e continuò negli anni a frequentare la società, mantenendo un rapporto particolarmente stretto con l’ambiente interista.

Nel 2014 è entrato nella Hall of Fame del calcio italiano, mentre nel 2022 è stato inserito anche nella Hall of Fame dell’Inter. La sua presenza è rimasta una costante anche negli ultimi anni, quando tornava ad Appiano Gentile per incontrare giocatori e dirigenti.

Il cordoglio dell’Inter

La società nerazzurra ha accompagnato l’annuncio della scomparsa con un lungo messaggio dedicato a quella che considera una delle figure centrali della propria storia.

Sandro Mazzola lascia così un’eredità sportiva legata ai grandi trionfi della Grande Inter, ma anche un legame con il club che è proseguito ben oltre la fine della sua carriera agonistica.

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