Pubblicato il 25 Agosto 2026
Una vita tra teatro, cinema e televisione
È morto a 68 anni Fabio Grossi, attore, regista e drammaturgo romano. La scomparsa è avvenuta ieri, lunedì 24 agosto, a Roma. La notizia è stata confermata dalla famiglia dopo le prime indiscrezioni circolate sui social.
Grossi era conosciuto anche per il lungo legame personale e artistico con Leo Gullotta, al quale è stato legato per oltre quarant’anni. I due avevano scelto di unirsi civilmente nel 2019, dopo una vita condivisa dentro e fuori dal palcoscenico.
Gli esordi e la carriera sul palcoscenico
Nato a Roma il 29 gennaio 1958, Fabio Grossi aveva iniziato a lavorare in teatro ancora giovanissimo. Il suo debutto risaliva al 1977, con L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello, diretto da Edmo Fenoglio. L’anno successivo era tornato a collaborare con lo stesso regista ne Le pillole di Ercole.
Nel 1979 aveva lavorato con Luca Ronconi ne L’uccellino azzurro, consolidando una carriera teatrale destinata a svilupparsi attraverso ruoli, regie e progetti di scrittura.
Dal cinema alla televisione
Il debutto cinematografico era arrivato nel 1981 con Mia moglie torna a scuola. Negli anni successivi Grossi aveva partecipato a numerose commedie italiane, tra cui I fichissimi, Pierino contro tutti, W la foca, I carabbimatti e L’onorevole con l’amante sotto il letto.
Nel corso della sua carriera aveva lavorato con diversi registi, tra cui Carlo Vanzina, Mariano Laurenti, Nando Cicero, Giorgio Capitani, Giuliano Carnimeo e Marino Girolami. Nel 1988 era apparso in Scugnizzi di Nanni Loy, avvicinandosi anche a produzioni cinematografiche di carattere più impegnato.
Tra i titoli successivi figurano Vajont, Fatti della banda della Magliana e L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino. Nel 2014 aveva inoltre preso parte a Più buio di mezzanotte di Sebastiano Riso, presentato al Festival di Cannes nella sezione Semaine de la Critique.
Grossi aveva lavorato anche nel doppiaggio, prestando la voce a Carluccio, il genero di Lino Banfi, nel film Occhio malocchio, prezzemolo e finocchio.
Parallelamente al cinema aveva sviluppato una significativa esperienza televisiva. Negli anni Ottanta era comparso in programmi come Black Out, Signori si parte, Happy Circus, Che fai… ridi?!, Sotto le stelle, Crazy Boat e Candid Camera Show, collaborando anche con personalità come Nanni Loy e Renzo Arbore.
La sua attività era proseguita con diverse fiction e produzioni televisive, tra cui Le ragazze di Piazza di Spagna, La dottoressa Giò, Commesse 2, La tassista e Un ciclone in famiglia. Nel 2005 aveva inoltre recitato nella produzione spagnola I Borgia, interpretando il cardinale Riario.
La svolta verso regia e drammaturgia
A partire dai primi anni Duemila, Grossi aveva dedicato sempre maggiore attenzione alla regia e alla drammaturgia teatrale.
Nel 2000 aveva scritto e diretto al Piccolo Eliseo di Roma Figlio di madre vedova, una rilettura della storia di Edipo e Giocasta. Tra le altre opere realizzate nel corso degli anni figurano Ecce Homo, Lapilli – Suoni e voci dall’isola, Prima della guerra e Gadda 70 anni dopo in Abruzzo.
Il sodalizio con Leo Gullotta
Una parte fondamentale della carriera di Fabio Grossi era stata costruita insieme a Leo Gullotta, con cui aveva condiviso non soltanto la vita privata ma anche numerosi progetti teatrali.
Grossi aveva firmato spettacoli interpretati da Gullotta come L’uomo, la bestia e la virtù, Il piacere dell’onestà, Minnazza, Le allegre comari di Windsor e Sogno di una notte di mezza estate.
Nel 2010 aveva diretto Le allegre comari di Windsor, con Gullotta nei panni di Falstaff. Due anni dopo aveva curato la regia di Sogno di una notte di mezza estate, prodotto insieme al Teatro Stabile di Catania.
Nella stagione 2013-2014 aveva inoltre portato al Teatro Eliseo Prima del silenzio di Giuseppe Patroni Griffi e L’enigma dell’amore, dedicato alla figura di Karl Heinrich Ulrichs.
Oltre quarant’anni insieme
Fabio Grossi e Leo Gullotta erano sentimentalmente legati dal 1980. Il loro rapporto aveva attraversato più di quattro decenni, accompagnandosi a un importante sodalizio professionale.
Nel 2019 avevano formalizzato la loro unione con una cerimonia civile, dopo oltre quarant’anni di vita condivisa. Foto: fermo immagine da un video

