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Adiconsum: ‘Taranto e quelle strisce blu da ripensare’

La decaduta amministrazione comunale di Taranto ha concluso la sua esperienzaattirandosi le critiche della stragrande maggioranza dei concittadini, oltreché del locale associazionismo commerciale e turistico, per la scelta compiuta di estendere le strisce blu, cioè i parcheggi a pagamento, in ogni dove. Una scelta operata in assoluto disprezzo del confronto sociale, d’imperio, dettata dal solo interesse di far cassa. Non si spiegano altrimenti sia l’estensione delle strisce blu in viale Magna Grecia sia la modifica delle medesime nell’ultimo tratto di via Di Palma (da parcheggio a fila a parcheggio a pettine per ricavare più posti) ma con il conseguente restringimento della carreggiata. 

Tutto questo in assenza di un pari scambio utilizzato per il traffico di una città che è stretta ad imbuto, specie nel quadrilatero centrale, laddove non esiste un programmastrutturato di parcheggi, né sono previsti silos dedicati, come avviene in molte altre città,più grandi e, persino, più piccole. Oltretutto, vi è stato un ulteriore restringimento generalizzato di superficie stradale, visto il massiccio investimento per le piste ciclabili, con il probabile auspicio che i tarantiniriscoprano il piacere delle due ruote.

Confidiamo, dunque, nell’iniziativa del Commissario Dott. Cardellicchio, affinché restituisca ai concittadini una più razionale e sostenibile fruizione sia economica che sociale dei parcheggi, reintroducendo la pausa pomeridiana, cancellando le strisce a pettine, reintroducendo il parcheggio lineare e le tariffe differenziate. Il prossimo Consiglio comunale dovrà farsi carico del problema, però coinvolgendo anche le Parti sociali al fine di operare scelte che migliorino effettivamente, anziché penalizzare, la compiuta fruizione della città capoluogo. (CS di Antonio Bosco, Presidente Adiconsum Taranto Brindisi)

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