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Aggressione omofoba nel bar lgbtq, denunciati in 3

Pubblicato il 27 Agosto, 2021

Apologia del fascismo e aggressione omofoba. Sono queste le accuse da cui si dovranno difendere i tre individui denunciati che nella notte tra il 24 e il 25 agosto nel bar “Barattolo A Sud” di Leverano, bar lgbtq aperto nel Salento da Luglio sulla scia di un analogo locale a Bologna, si sono resi protagonisti di una vile aggressione, accompagnata da insulti omofobi ed urla inneggianti al fascismo, nei confronti di Antonio Paladini 42enne proprietario del locale. I tre, protagonisti dell’aggressione omofoba, uno di loro dopo essere stato invitato ad andare via aveva anche apertamente dichiarato di essere “fascista”, sono stati identificati e denunciati.

Aggressione omofoba nel bar, i fatti

Dopo le indagini gli agenti della Digos hanno identificato e denunciato a piede libero i tre uomini: un imprenditore di 58 anni di Leverano, un poliziotto penitenziario di 49 anni in servizio a Parma e un 69enne di Carmiano. Per tutti l’accusa è di concorso in percosse aggravate da futili motivi e da finalità discriminatorie. Il 69enne deve rispondere anche di apologia del fascismo. Paladini, titolare del locale, aveva raccontato su Facebook che le tre persone entrate nel locale avevano cominciato a gridare insulti omofobi contro il titolare e una dipendente, dichiarandosi orgogliosi di essere fascisti. Alla fine lo avrebbero circondato prendendolo a spintoni e scaraventandolo su di un tavolo. I tre, protagonisti dell’aggressione omofoba, sarebbero poi fuggiti dopo l’intervento del personale di una pizzeria vicina intervenuto dopo aver sentito le grida.

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