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Attacco hacker all’Ulss 6: pubblicati nel dark web 9346 file suddivisi in 51 cartelle

Pubblicato il 17 Gennaio, 2022

17.1.2022 – In seguito all’attacco informatico subito, l’Azienda Ulss 6 Euganea rende noto che sono 9346, suddivisi in 51 cartelle, i file pubblicati dagli hacker nel dark web.

L’azienda sociosanitaria ha lavorato e lavora tuttora in stretto e costante contatto con la Procura della Repubblica e la Polizia postale e provvederà a informare le Autorità competenti. Da una prima analisi, effettuata da tecnici specializzati, è emerso che le informazioni copiate e pubblicate dai malviventi sono per lo più documenti di carattere amministrativo e gestionale, come procedure, verbali, regolamenti e disposizioni interne.

Nel corso del controllo sono emersi anche file con dati personali e sanitari. Le cartelle pubblicate riguardano la singola struttura ospedaliera di Schiavonia.

“La nostra priorità in questo momento è informare in maniera trasparente e puntuale gli utenti coinvolti e dare tutta l’assistenza e le spiegazioni del caso”, afferma il Direttore Generale dell’Ulss Euganea, Paolo Fortuna. L’Azienda ha predisposto un numero verde dedicato 800.184.779 e la mail rpd@aulss6.veneto.it. “È bene ricordare però – osserva Fortuna – che gli utenti coinvolti nella vicenda verranno contattati direttamente dal personale dell’Ulss 6 Euganea nei prossimi giorni”.

L’Azienda è sempre rimasta in possesso del 100% dei dati e questo ha permesso, compatibilmente con le tempistiche volte a verificare la sicurezza dei servizi via via rimessi in funzione, di riattivare nel più breve tempo possibile l’operatività e i servizi per gli utenti.

Si precisa che le uniche informazioni attendibili sulla vicenda sono quelle trasmesse da organi pubblici e che i dati, pur pubblicati, non sono accessibili a qualsiasi tipologia di utenza ma raggiungibili solamente da operatori informatici con competenze tecniche specifiche e peculiari.

È importante ricordare che i dati e le informazioni comparse sul dark web sono frutto di attività illegale e dunque chiunque intendesse cercare di consultarle, utilizzarle e diffonderle commetterebbe un reato. Al momento non è possibile stabilire se i malviventi siano in possesso di altre informazioni.

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