Pubblicato il 27 Agosto 2026
Due auto di lusso dal valore complessivo superiore a 150mila euro, risultate rubate e dotate di telai contraffatti e documenti clonati, sono state sequestrate dalla Polizia di frontiera marittima di Palermo. I veicoli erano diretti in Tunisia, dove secondo gli investigatori avrebbero potuto alimentare il mercato nero.
Per la vicenda sono stati denunciati due cittadini libici, uno dei quali di origini maltesi, con le accuse di riciclaggio, falso e contraffazione.
Le auto intercettate prima della partenza
I controlli sono scattati nell’ambito delle attività della Polmare di Palermo, impegnata nelle verifiche su passeggeri, bagagli e veicoli considerati sospetti in transito dal porto del capoluogo siciliano.
Tra i mezzi finiti sotto la lente degli agenti c’era una Bmw Xm 50, dotata di una targa provvisoria olandese. L’auto era stata imbarcata a Salerno ed era destinata a Tunisi.
I controlli sui telai e sui documenti
Inizialmente i veicoli apparivano regolari, ma gli agenti hanno deciso di approfondire gli accertamenti concentrandosi in particolare sui telai punzonati all’interno del vano motore e sulla documentazione di circolazione.
L’analisi ha permesso di individuare alcune anomalie e l’assenza di specifici elementi di sicurezza. Anche le targhe estere, pur risultando associate al corretto modello di automobile, erano collegate a numeri di telaio e seriali differenti da quelli presenti nei registri ufficiali.
La conferma attraverso le banche dati
Gli ulteriori accertamenti effettuati attraverso la banca dati SDI hanno fornito la conferma più importante: i veicoli risultavano rubati.
A quel punto gli investigatori hanno intensificato le verifiche per ricostruire il sistema utilizzato per alterare l’identità delle automobili e consentirne il trasferimento all’estero.
Gli accertamenti sulla clonazione
Gli agenti della Polizia di frontiera, coordinati dal vicequestore Manfredi Borsellino, hanno effettuato una serie di controlli tecnici per verificare l’eventuale clonazione dei veicoli.
Tra gli elementi analizzati anche la targhetta adesiva riportante i codici identificativi del telaio, normalmente collocata sul montante destro tra la portiera anteriore e quella posteriore.
Il confronto tra i diversi codici e le informazioni disponibili ha permesso agli investigatori di ricostruire la reale identità e la provenienza delle vetture, facendo emergere le irregolarità che avrebbero consentito ai mezzi rubati di apparire apparentemente in regola.
Le due automobili sono state quindi sequestrate prima che potessero lasciare il territorio nazionale, mentre proseguono gli accertamenti sulla vicenda e sulle persone coinvolte.

