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Bologna, Di Girolamo:”Teniamo alta l’attenzione sulle mafie”

Consiglio comunale in corso al Comune di Bologna. L’intervento d’inizio seduta della consigliera Giulia Di Girolamo (Partito Democratico).

Pubblicato il 22 Giugno, 2020

Consiglio comunale in corso al Comune di Bologna. L’intervento d’inizio seduta della consigliera Giulia Di Girolamo (Partito Democratico) sul tema delle mafie.

La dichiarazione della consigliera Giulia Di Girolamo

“Operazione Aquarius. La cocaina, i narcos e i solidi legami con la ‘Ndrangheta.

Abbiamo letto dalla stampa dell’importante operazione denominata “Aquarius”, che ha smantellato un imponente traffico di droga dal Sudamerica a Bologna gestito da una rete di alto livello criminale, con base operativa nella nostra città e profondi legami con le ‘ndrine Morabito-Palamara-Bruzzaniti di Africo, una ‘ndrangheta di serie A, come l’ha definita il comandante del nucleo investigativo, Diego Polio.

Un’organizzazione di stampo mafioso, rendono noti gli inquirenti, in grado di gestire un’intera filiera servendosi delle più alte tecnologie in grado di renderli invisibili, o quasi. Questa indagine, iniziata nel 2018, – dichiara la Di Girolamo – ha portato al sequestro di un quantitativo ingente di cocaina purissima che avrebbe fruttato 62 mila dosi da distribuire nelle strade della nostra città, che si conferma ancora una volta, una delle principali piazze di spaccio del nord Italia.

Nella rete sono finiti anche professionisti, avvocati, imprenditori, camerieri, clienti abituali ai quali l’organizzazione rispondeva anche con un servizio di consegna a domicilio. E questo ci da la misura di come il sistema, il cui centro di smistamento è stato individuato in un garage di via del Lavoro, -continua la consigliera Giulia Di Girolamo- fosse davvero ben organizzato e gestito da professionisti della criminalità organizzata. Una rete consolidata, dunque, di domanda e offerta in grado di inondare le nostre strade di cocaina e di alimentare il malaffare.

Voglio fare un sincero ringraziamento e un sentito plauso alle forze dell’ordine impegnate, non solo nella nostra città, ma anche in diverse altre regioni italiane, per l’ottimo risultato raggiunto con questa operazione, che ha comportato non solo un notevole sforzo in termini umani ma anche investigativi e tecnologici a fronte dell’elevata complessità e impermeabilità dei mezzi utilizzati dall’organizzazione criminale per la gestione di questo affare milionario. Un affare che avrebbe fruttato tre o 4 milioni di euro, denaro che sarebbe potuto finire nel circuito economico legale, della nostra regione e non solo, attraverso i meccanismi di riciclaggio e dell’usura, vitali per la sopravvivenza di tali sistemi criminali e di cui si è ampiamente discusso in questi mesi di pandemia a livello nazionale e sul quale sono già intervenuta anche in questo consiglio comunale.

Di fronte a questo sistema mafioso, – sottolinea la consigliera Di Girolamo – ben radicato sul nostro territorio, non dobbiamo abbassare la guardia, nemmeno di fronte ad un risultato così importante. la repressione, da sola, non basta a sradicare fenomeni e meccanismi di questa portata. Serve un’opera di prevenzione capillare e costante che si affianca alla repressione operata dalle forze dell’ordine. Ed in questo momento, in cui l’intero paese soffre una crisi economica gravissima, serve un decisivo rafforzamento di tutti quegli strumenti in grado di preservare chi, di fronte al momento di difficoltà, rischia ci cadere nelle mani delle mafia, sempre più mimetica e che, come afferma il noto magistrato Gian Carlo Caselli in una intervista di stamattina, “si è affinata: meno violenza, invece dell’abito militare, il doppio petto”.

Occorre continuare con un controllo quotidiano e sistematico del territorio, a tutti i livelli, e un sistema di informazione, formazione e responsabilizzazione dei cittadini e in particolare dei soggetti più a rischio, capace di far comprendere le implicazioni e i pericoli per la nostra società, per il nostro quotidiano e per il nostro sistema economico che si nascondono dietro tali meccanismi messi in atto dalla criminalità organizzata.

Servono dunque una cultura economica, della giustizia e della legalità ancora più forti, solide, serve un rafforzamento del ruolo decisivo dello Stato e degli enti locali, questi ultimi presidi importantissimi di legalità, nel contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e una politica ancora più decisa e ferma nel prendere parte a questa battaglia. Le menti criminali – conclude la consigliera Giulia Di Girolamo – si muovono sempre un passo avanti a noi, servendosi di tecnologie e individui che, come si evince anche dalla suddetta operazione ma anche dal processo Aemilia, sono anelli importanti della catena e la linfa vitale per perseguire affari sporchi e attuare meccanismi di controllo e permeazione dei territori molto capillari, solidi e talvolta irreversibili”.

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