« Torna indietro

Carburanti in Europa: prezzi in forte crescita, l’Italia tra rincari e “effetto fiscale”

Pubblicato il 26 Maggio 2026

L’andamento dei prezzi di benzina e gasolio in Europa continua a mostrare aumenti significativi nell’ultimo decennio. Secondo un’analisi basata sui dati della Commissione europea e rielaborata dal Codacons, il costo dei carburanti è cresciuto in modo marcato in tutti i Paesi UE, con differenze rilevanti tra uno Stato e l’altro.

In Italia, il quadro è complesso: i prezzi risultano aumentati, ma in alcuni casi l’impatto è stato attenuato da interventi fiscali temporanei.

Diesel: in Italia +75,5% in dieci anni senza gli sconti fiscali

Il gasolio è il carburante che ha registrato le dinamiche più pesanti. In Italia, secondo il report, il prezzo medio del diesel sarebbe aumentato del +75,5% rispetto al 2016, una crescita superiore alla media europea pari al +69,2%.

Con gli sconti sulle accise introdotti negli ultimi anni, l’aumento effettivamente rilevato si attesta al +56,3%, ma secondo le associazioni di consumatori si tratta di un dato che non riflette pienamente la pressione reale sui prezzi.

In termini pratici, un pieno di gasolio costa oggi circa 35,7 euro in più rispetto a dieci anni fa, mentre senza il taglio delle accise il rincaro arriverebbe a circa 48 euro a pieno.

La classifica europea dei rincari del diesel

Nel confronto tra Paesi UE, i maggiori aumenti si registrano in:

  • Lituania (+106,4%)
  • Lettonia (+106,0%)
  • Paesi Bassi (+102,9%)
  • Lussemburgo (+101,9%)
  • Francia (+93,6%)

L’Italia si colloca nella parte bassa della graduatoria con il +56,3%, mentre Malta registra l’incremento più contenuto con appena il +4,3%.

Benzina: Italia sotto la media UE ma rincari comunque significativi

Anche la benzina mostra aumenti importanti, seppur inferiori rispetto al diesel. In Italia il prezzo risulta cresciuto del +34% rispetto al 2016, contro una media europea del +43,6%.

La spesa per un pieno è oggi più alta di circa 24,5 euro rispetto a dieci anni fa, con una stima che salirebbe a 27,6 euro senza le agevolazioni fiscali.

Secondo le analisi, il dato italiano è influenzato da due fattori principali: il riordino delle accise e gli sconti temporanei introdotti per contenere l’impatto dei rincari energetici.

Dove la benzina è aumentata di più in Europa

Tra i Paesi con i maggiori incrementi troviamo:

  • Lettonia (+71,5%)
  • Lituania (+69,3%)
  • Lussemburgo (+67,3%)
  • Repubblica Ceca (+65,8%)
  • Estonia (+64,3%)

In fondo alla classifica, oltre all’Italia, anche Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%), quest’ultima grazie a un sistema di prezzi regolati.

Un quadro europeo di forti squilibri

Nel complesso, il diesel ha registrato in Europa aumenti fino a oltre il raddoppio in alcuni Paesi del Nord e dell’Est, mentre la benzina ha seguito una traiettoria meno estrema ma comunque costante.

Lituania e Lettonia risultano tra i Paesi più colpiti in entrambe le classifiche, mentre Malta rappresenta l’eccezione con incrementi minimi.

Italia tra crisi energetica e prezzi più contenuti dei grandi partner

Un’ulteriore analisi del centro studi Unimpresa evidenzia come l’Italia abbia affrontato lo shock energetico con dinamiche in parte differenti rispetto ad altri grandi Paesi europei.

Nonostante l’aumento dei prezzi — con il diesel passato da circa 1,70 a oltre 2 euro al litro e la benzina da 1,65 a 1,77 euro — il Paese avrebbe registrato incrementi percentuali spesso inferiori rispetto a Francia e Germania.

Nel periodo di massima pressione dei prezzi, la benzina in Italia è aumentata del 7%, contro il 18% francese e il 15% tedesco, mentre per il gasolio l’aumento italiano si è fermato al 24%, comunque sotto il dato tedesco e vicino alla media europea.

Prezzi italiani inferiori a Francia e Germania

In termini assoluti, l’Italia ha mantenuto spesso valori più bassi rispetto ai principali partner europei. Nei momenti di picco:

  • Benzina in Italia: 1,761 €/l
  • Francia: 2,031 €/l
  • Germania: 2,241 €/l

Per il gasolio:

  • Italia: 2,092 €/l
  • Francia: 2,233 €/l
  • Germania: 2,434 €/l

Un quadro finale tra aumenti strutturali e interventi fiscali

Nel complesso, il mercato dei carburanti in Europa evidenzia un aumento strutturale dei prezzi nell’ultimo decennio. L’Italia si colloca in una posizione intermedia: penalizzata dai rincari, ma in alcuni casi attenuata da interventi fiscali e da prezzi ancora inferiori rispetto ad alcune grandi economie europee.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *