« Torna indietro

Casa fantasma per il Capodanno a Cortina: stangato il truffatore di Roberta Beta. E’ un uomo di Catania residente a Pozzallo

Pubblicato il 9 Febbraio, 2022

Cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa per aver cercato di truffare l’ex gieffina Roberta Beta. È la condanna, come riporta il Gazzettino, pronunciata ieri dal gip di Belluno nei confronti di Riccardo Daniele Calvo, 37enne di Catania residente a Pozzallo, che voleva affittare alla pr milanese una villa fantasma, come ce ne possono essere tante sui portali di prenotazioni, nazionali e internazionali. 

Ma facciamo un passo indietro. La Beta, insieme al fidanzato e a una coppia di amici, avrebbe dovuto passare capodanno 2019-20 in una villa a Cortina d’Ampezzo. Peccato che quella prenotata tramite Booking fosse inesistente. Intorno al 26 dicembre la donna aveva notato su Booking l’annuncio di una villa in affitto in via Zuel di Sopra. Interessata a passare il capodanno tra le luci della regina delle Dolomiti, aveva prenotato dal 31 dicembre al 4 gennaio. Costo totale: 3.625 euro. La conferma arriva subito. Così Beta contatta il numero di telefono indicato nella prenotazione e conosce l’affittuario, tale Daniele Calvo (avvocato Liuba D’Agostini).
Quello che poi sarebbe diventato l’imputato, spiega alla donna i procedimenti da seguire: aspettare la mail di Booking con iban e coordinate e poi effettuare il bonifico bancario. «Dopo questa telefonata racconta Beta ho ricevuto un messaggio WhatsApp da quel numero, in cui mi veniva indicato l’iban intestato a Riccardo Daniele Calvo. Successivamente ho ricevuto il messaggio da Booking con le stesse coordinate e l’invito ad inviare copia di ricevuta rispondendo al messaggio di booking o in alternativa all’indirizzo email privato dell’affittuario». A quel punto il fidanzato di Beta, incaricato di eseguire il bonifico, chiama di nuovo Calvo e ottiene uno sconto sul prezzo finale: da 3.625 scende a 3.500 euro. I soldi vengono versati il 29 dicembre. Tutto è pronto e la coppia si mette in viaggio.

«Dal momento – continua Beta – che il soggiorno era previsto insieme a degli amici, li abbiamo incaricati di andare a verificare la villa e con sommo stupore ho appreso che in quella via e a quel civico non c’era la villa pubblicizzata sul sito». I due si rendono conto di essere stati truffati. Così cercano di bloccare il bonifico. Riescono a stornarlo e a recuperare i soldi. La ricevuta, intanto, viene inviata dallo stesso al Calvo con cui i due si sarebbero dovuti incontrare la sera del 30 dicembre. Lo chiamano. Gli comunicano il problema: ossia che non esiste alcun appartamento in affitto. Ma l’inserzionista spiega che il civico è sbagliato e invia quello corretto. In realtà, anche in questo caso la villa non esiste. Al nuovo civico corrisponde infatti un hotel. Arriva l’ora dell’incontro e Calvo non si presenta.
La coppia milanese lo chiama e lui dice di essere impegnato. Riferisce anche che il bonifico non è andato a buon fine e che devono rifarlo per poter ottenere le chiavi dell’abitazione. Seguono altre telefonate, in cui Beta chiede di vedersi di persona, di voler pagare in contanti, ma l’imputato non raggiunge il posto prestabilito. Così scatta la denuncia ai carabinieri. Al Calvo è stata contestata la tentata truffa.