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Caso Emanuela Orlandi, una nuova indagata: al centro una telefonata del 1983

Pubblicato il 25 Settembre 2026

Gabriella Boggiani nel nuovo fascicolo della Procura di Roma

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la quindicenne cittadina vaticana sparita il 22 giugno 1983 dopo essere uscita per recarsi a una lezione di musica.

Dopo Marco Fassoni Accetti e Laura Casagrande, emerge ora il nome di una terza persona iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Roma: si tratta di Gabriella Boggiani, all’epoca conoscente dello stesso Accetti.

La notizia è emersa durante l’audizione della donna davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Boggiani ha dichiarato di aver appreso proprio in quella sede di essere indagata. La circostanza è stata successivamente confermata da ambienti giudiziari.

La telefonata effettuata nel 1983

Il nome di Boggiani era già comparso nelle ricostruzioni della vicenda per una telefonata effettuata nel 1983 da una cabina telefonica di Roma, episodio che la donna ha nuovamente raccontato durante l’audizione.

Secondo la sua versione, sarebbe stato Accetti a chiederle di effettuare la chiamata, presentandola come uno scherzo. Boggiani ha spiegato di non aver compreso, in quel momento, la reale portata delle parole pronunciate e di non conoscere ancora la vicenda di Emanuela Orlandi.

La donna ha riferito che Accetti le avrebbe chiesto semplicemente di dire che “noi sappiamo dove sta Emanuela Orlandi”. Boggiani ha inoltre precisato di aver effettuato la telefonata, ma di non aver letto alcun comunicato.

La distanza presa da Marco Fassoni Accetti

Nel corso dell’audizione, Boggiani ha anche ridimensionato il rapporto avuto con Accetti, descrivendolo come una conoscenza risalente a oltre quarant’anni fa e prendendo le distanze dall’ipotesi di un suo coinvolgimento consapevole nella scomparsa della ragazza.

La donna ha raccontato di aver considerato Accetti una persona dal comportamento particolare e di aver interrotto i rapporti con lui dopo quella frequentazione.

La sua posizione, tuttavia, è ora oggetto di valutazione nell’ambito di un fascicolo distinto rispetto a quello che riguarda Accetti, secondo quanto riferito da fonti vicine alla Procura.

La nuova fase delle indagini

La Procura di Roma ha riaperto formalmente le indagini sul caso nel 2023, mentre parallelamente la Commissione parlamentare sta riesaminando documenti, testimonianze ed episodi rimasti da chiarire.

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è anche il flauto attribuito ad Accetti, sul quale i Carabinieri del Ris stanno effettuando nuovi accertamenti genetici. Gli esami dovranno contribuire a stabilire eventuali elementi utili sull’origine e sulla provenienza dello strumento.

Un caso ancora al centro di nuovi accertamenti

A oltre quarant’anni dalla scomparsa, la vicenda di Emanuela Orlandi continua quindi a essere oggetto di nuove verifiche investigative e parlamentari.

L’iscrizione di Gabriella Boggiani rappresenta un ulteriore elemento della nuova fase dell’inchiesta, ma l’essere indagati non equivale a una responsabilità accertata: eventuali profili penali dovranno essere valutati dalla magistratura sulla base degli elementi raccolti.

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