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CNA VENETO E I PROSSIMI PROGETTI STRATEGICI

Nel corso dell’audizione alla Seconda Commissione del Consiglio Regionale Veneto, CNA Veneto ha evidenziato i risultati dello studio condotto dall’Osservatorio Economia e Territorio, e indicato alcune linee di indirizzo sul Piano Regionale di Ripresa e Resilienza (PRRR) che si articola in obiettivi strategici.

Pubblicato il 26 Febbraio, 2021

Nel corso dell’audizione alla Seconda Commissione del Consiglio Regionale Veneto, CNA Veneto ha evidenziato i risultati dello studio condotto dall’Osservatorio Economia e Territorio, e indicato alcune linee di indirizzo sul Piano Regionale di Ripresa e Resilienza (PRRR) che si articola in obiettivi strategici.

Il Next generation Eu (o Recovery Fund) si configura come un salto di qualità nella risposta all’Unione Europea ai devastanti effetti economici della pandemia che tutto il mondo sta vivendo, e nel contempo una guida che deve saper traghettare la UE verso una Unione Politica. Ma in questo scenario ricco di opportunità, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta per l’Italia una discontinuità nella capacità di programmare e realizzare riforme e investimenti orientati alla modernizzazione e al rafforzamento del potenziale di crescita del Paese.

«In questo difficilissimo momento – dichiara Alessandro Conte, Presidente CNA Veneto – abbiamo l’opportunità, forse irripetibile, per realizzare investimenti e risorse che consentano al Paese di avviarsi stabilmente verso un percorso di crescita solida, duratura e sostenibile. Dobbiamo essere in grado però di analizzare con coscienza gli scenari economici del passato non per tornare all’economia di prima, ma per immaginare e realizzare una nuova Italia. La nostra regione, il Veneto, è sempre stata la ‘locomotiva d’Europa’: è una responsabilità che a maggior ragione oggi dobbiamo sostenere con progetti e investimenti orientati alla modernizzazione del Paese, contando sull’apporto strategico delle PMI che da sole realizzano il 60% del fatturato della regione. Ma devono essere chiari gli obiettivi: Digitalizzazione, Innovazione,  Sostenibilità, Recupero del patrimonio edilizio, implementazione delle infrastrutture. Ma più di tutto puntare sulla Formazione per favorire il raccordo tra istruzione ed imprese mediante il sostegno agli istituti tecnici e professionali così da formare una elevata specializzazione nel digitale e nell’ambiente, e per creare nuove opportunità per i giovani e per le donne. Il sistema scolastico è per noi elemento funzionale e strategico per creare attrattività dell’Artigianato e della piccola impresa.»

«Il PRRR è lo strumento in grado di produrre un rilevante beneficio per il Paese e al contempo di interessare le PMI che, da sole, valgono 56,1 miliardi di euro e corrispondono al 25,1% del totale delle risorse – commenta Matteo Ribon, Segretario CNA Veneto –. Per questo abbiamo identificato due missioni specifiche all’interno del Piano che il progetto regionale dovrà sottolineare: Digitalizzazione, Innovazione e Competitività del sistema produttivo per 18,8 miliardi;  2 miliardi da investire nel sostegno al Made in Italy. La seconda missione prevede un capitolo dedicato all’Efficienza Energetica e alla riqualificazione degli edifici secondo una logica Green utilizzando il Superbonus 110% per un totale di 18,51 miliardi di euro.»

Le proposte di CNA Veneto per il PRRR si basano su 4 punti essenziali: gli investimenti in infrastrutture, la formazione per l’occupazione, la liquidità per le imprese e l’ammodernamento della Pubblica amministrazione.

  1. Infrastrutture materiali e digitali: occorre la Banda ultralarga

Il primo punto fondamentale riguarda gli investimenti in infrastrutture quelle materiali, ma anche in infrastrutture digitali. La grande viabilità il Veneto può contare su 9.303 km di arterie stradali, di cui 595 km di autostrade e 732 di strade di interesse nazionale. La dotazione di strade nazionali, regionali e locali appare inferiore rispetto alla media nazionale, sia in rapporto alla popolazione che alla superficie territoriale.  Bisogna lavorare sull’Alta Velocità e sulla conversione ecologica del Trasporto Pubblico Locale: lo sviluppo economico dipende non solo dalle infrastrutture tradizionali (strade, ferrovie, ecc.), ma anche da quelle legate alle nuove tecnologie. Per superare il digital divide veneto occorre la banda ultralarga: secondo i dati del MISE, nel 2019 in Veneto risultavano coperte dalla banda ultralarga (> 30 Mbit/s) il 62,4% delle unità immobiliari, dato ampiamente inferiore alla media nazionale (74,3%).

  1. Formazione per l’occupazione e per la ripresa del Turismo

Bisogna intervenire per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, mettendo in rete il mondo della scuola e l’impresa, in particolare la micro impresa che produce oltre il 33% del valore aggiunto regionale.

Inoltre è necessario un ammodernamento dell’accoglienza turistica, partendo dallo sviluppo delle competenze nelle scuole di preparazione delle figure specifiche.

  1. Liquidità per le imprese.

È urgente aiutare le imprese ad accedere al credito, in particolare le piccole imprese che vanno maggiormente supportate nell’ottenere la liquidità necessaria per proseguire nel loro business. In quest’ottica occorre ridefinire assieme funzioni e azioni di Veneto Sviluppo.

  1. Pubblica amministrazione.

È oramai urgente la necessità di efficientare la Pubblica amministrazione attraverso processi di snellimento della burocrazia, ma anche attraverso forme di aggregazione (per esempio incentivando ulteriormente le fusioni dei Comuni). La via maestra è quella di sostenere il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione per ridurre il digital divide.

Dopo un’attenta analisi e comparazione con i dati emersi dall’Osservatorio Economia e Territorio, (studio del Centro Studi Sintesi) sulle componenti del PNRR di maggior interesse per artigianato e piccola impresa, sono stati selezionati alcuni progetti, tra quelli presentati dalla Regione del Veneto nel Piano Regionale per la Ripresa e la Resilienza (PRRR). Progetti su cui, per il loro stesso carattere trasversale, CNA Veneto ritiene sia necessario investire le risorse a disposizione.

Non esiste azione che non tenga conto di una sinergia tra territorio e regia nazionale per monitorare efficacia e concretezza delle azioni. Sono necessari progetti capaci di generare valore ed devono essere selezionati accuratamente in modo che possano avere impatto e risultati in tempi sostenibili.

Sulle missioni CNA apprezza la scelta di dare continuità al Piano Transizione 4.0Il Superbonus 110%, dev’essere migliorato per sfruttarne le grandi potenzialità. Al riguardo si chiede con forza una proroga della misura almeno fino al 2023 e una semplificazione delle procedure.

Sulla transizione ecologicaGreen e Digitale sono la partita da giocare perché ‘a misura d’uomo’, declinabili nella piccola e media dimensione, calzati a pennello sul modello imprenditoriale PMI. Tra le  criticità, l’assenza di riferimenti al ruolo essenziale della piccola impresa nel percorso di decarbonizzazione.

Il PNRR risulta incompleto sul tema delle riforme: per le piccole imprese le priorità si chiamano ammodernamento della pubblica amministrazione, contrasto alla cattiva burocrazia e profonda revisione del fisco per rendere il prelievo più equo e il sistema tributario più semplice.

Necessarie più risorse per il sistema educativo e strumenti per favorire il raccordo tra istruzione e imprese. Serve, infatti, un più convinto sostegno in particolare agli istituti tecnici e professionali per formare figure ad elevata specializzazione nel digitale e nell’ambiente. Il sistema scolastico è elemento funzionale ed essenziale all’attrattività dell’Artigianato e della piccola impresa.

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