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Coronavirus e imprese: gli effetti hanno colpito duro anche in una città internazionale come Firenze

Pubblicato il 14 Gennaio, 2022

Coronavirus e imprese. Gli effetti del Covid hanno colpito duro anche in una città internazionale come Firenze, ma l’economia fiorentina non si è arresa ed ha mostrato capacità di resistenza anche nei mesi più difficili della pandemia. Lo ha fatto, anche se a prezzo di sacrifici rilevanti, con le politiche di sostegno messe in campo a livello nazionale e locale e grazie alla vitalità e allo spirito di resistenza del tessuto economico e imprenditoriale

È quanto raccontano i dati contenuti nel report voluto dal consigliere speciale per la statistica del Comune Enrico Conti e presentato insieme all’assessore al commercio e alle attività produttive Federico Gianassi. Il report mostra che, nonostante le grandi difficoltà imposte dalla crisi, il saldo fra le nuove attività nate e quelle chiuse durante i mesi del Covid compresi fra febbraio 2020 e ottobre 2021 a Firenze è rimasto positivo, anche in quelle aree urbane naturalmente candidate a subire il maggior impatto della crisi.

“I dati – spiega Conti – ci restituiscono il segno di un carattere strutturale dell’economia fiorentina, la sua capacità di reagire e affrontare le difficoltà, e costituiscono un messaggio di speranza particolarmente importante oggi, un momento nel quale stiamo sperimentando una recrudescenza forte e inattesa della pandemia”.

E ancora: “Oggi, ancora una volta occorre che tutti insieme diamo prova di saper affrontare la nuova sfida del virus, che speriamo e crediamo temporanea. Come? Le autorità pubbliche garantendo i ristori e le facilitazioni e proteggendo il lavoro laddove l’economia soffre per le necessarie misure restrittive. Le imprese dal canto loro mettendo in campo ancora una volta la loro capacità di resistenza attiva, adattando le proprie strategie aziendali in vista della futura ripartenza”.

Lo studio, realizzato dall’ufficio Statistica, ha applicato per la prima volta uno strumento di monitoraggio della demografia d’impresa geo-referenziato. Due i periodi analizzati. Nel primo, tra il febbraio 2020 e il marzo 2021 il saldo tra unità locali iscritte e cancellate dalla Camera di Commercio è restato positivo, anche se molto ridotto rispetto allo stesso intervallo temporale precedente la pandemia. Un dato incoraggiante e non scontato che è migliorato nei mesi compresi fra marzo e ottobre 2021.
Dai dati emerge che i mesi più duri sono stati quelli di dicembre 2020 e gennaio 2021, in pieno lockdown: il saldo tra le imprese aperte e cessate è infatti sempre stato positivo durante la pandemia, tranne che in questi due mesi. Da marzo 2021 però il saldo fra nuove iscrizioni e cancellazioni è tornato ad essere costantemente positivo, soprattutto grazie alla diminuzione delle cancellazioni.

“La ricerca mette in luce che l’economia della città ha continuato a mostrare capacità di resistenza e vitalità anche durante i mesi più duri della crisi pandemica nei due anni precedenti – ha detto l’assessore Gianassi –  Sappiamo bene che questo ha comportato un grande sforzo per le imprese e che ora con questa quarta ondata la situazione è tornata nuovamente difficile. Insomma, le sfide ancora aperte sono moltissime e le imprese soffrono, ma quanto è successo nei due anni che abbiamo alle spalle, e cioè la resistenza di tante imprese che hanno deciso di andare comunque avanti, può essere considerato un buon auspicio per il 2022. I prossimi mesi saranno a questo punto decisivi per scommettere in modo definitivo sulla ripartenza”. 

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