Pubblicato il 17 Febbraio 2026
Condizioni gravissime dopo il primo trapianto
Prosegue senza sosta la ricerca di un nuovo cuore compatibile per il bambino di due anni che, lo scorso 23 dicembre, era stato sottoposto a un trapianto poi rivelatosi fallimentare a causa delle condizioni compromesse dell’organo ricevuto. Oggi la situazione è diventata una vera e propria corsa contro il tempo, viste le condizioni cliniche estremamente delicate del piccolo.
Il bambino, affetto da grave cardiopatia dilatativa, fino a pochi mesi fa conduceva una vita quasi normale. Dopo il primo intervento, però, si trova ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, in coma farmacologico e collegato a una macchina per la circolazione extracorporea (Ecmo) che supplisce alle funzioni cardiache e polmonari. Nel frattempo, anche altri organi mostrano segnali di progressivo peggioramento.
Il bollettino medico: quadro critico ma stabile
L’équipe multidisciplinare che affianca i cardiochirurghi si è riunita nuovamente per valutare il quadro clinico. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dall’Azienda ospedaliera dei Colli con il consenso della famiglia, le condizioni risultano stabili, pur in un contesto di grave criticità.
I medici hanno confermato che il piccolo resta idoneo a permanere in lista per un nuovo trapianto, decisione che verrà rivalutata quotidianamente. Il bambino è ricoverato in terapia intensiva, sotto stretto monitoraggio e con il supporto costante di consulenze specialistiche.
La madre, al termine dell’incontro con i sanitari, ha dichiarato: “Viviamo ore di grande ansia, ma c’è sempre una speranza”, sottolineando che per ora il figlio rimane ufficialmente in lista d’attesa.
In arrivo un heart team nazionale
Per garantire la migliore assistenza possibile, nelle prossime ore è previsto un confronto tra specialisti provenienti da diverse strutture italiane ad alta specializzazione in trapianti pediatrici. L’ospedale ha attivato una rete di collaborazione con i principali centri del Paese, organizzando un heart team che rivaluterà congiuntamente il caso direttamente al letto del paziente.
Il consulto servirà non solo a esprimersi sull’eventuale ritrapianto, ma anche a valutare ulteriori strategie terapeutiche che possano affiancare o integrare l’intervento chirurgico.
La richiesta di un parere internazionale
La famiglia, tramite il proprio legale, ha espresso la volontà di ottenere anche un terzo parere da centri europei specializzati in ritrapiantologia ed Ecmo di lunga durata, tra cui strutture di Londra, Parigi, Berlino e Utrecht. L’obiettivo è chiarire eventuali divergenze di valutazione emerse tra diverse équipe mediche e verificare ogni possibile alternativa terapeutica.
Secondo quanto riferito dall’avvocato, la madre intende andare avanti in ogni modo per tentare ogni strada utile alla sopravvivenza del figlio.
L’inchiesta sul primo trapianto
Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli, che vede indagati per lesioni colpose sei tra medici e paramedici. Al centro degli accertamenti vi sono le modalità di conservazione e trasporto del cuore prelevato a Bolzano, che sarebbe stato custodito in un contenitore privo di strumenti di controllo della temperatura.
Tra le ipotesi al vaglio, quella che l’organo possa essere stato danneggiato dall’utilizzo di ghiaccio secco, con temperature fino a -80 gradi, senza adeguati sistemi di monitoraggio. Si indaga anche sulle verifiche effettuate prima dell’impianto.
Alle attività dei Nas di Napoli e Trento si affianca il lavoro degli ispettori del Ministero della Salute e della Regione Campania. La Procura ha già ascoltato il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto, dimessosi pochi giorni dopo l’intervento.
La priorità resta ora una sola: trovare al più presto un nuovo cuore compatibile che possa salvare la vita del bambino.

