Pubblicato il 24 Agosto 2026
Il messaggio del presidente della Repubblica
A dieci anni dal terremoto che devastò ampie aree del Centro Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama l’importanza di accelerare il percorso di ricostruzione nei territori colpiti.
Il sisma del 24 agosto 2016, con epicentro nell’area compresa tra Accumoli e Arquata del Tronto, interessò numerosi comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Alle prime scosse seguirono altre violente sequenze sismiche, protrattesi fino ai primi mesi del 2017.
Per Mattarella, la ricostruzione rappresenta un processo complesso che deve però essere portato a termine nel minor tempo possibile. L’obiettivo, sottolinea il capo dello Stato, è restituire ai territori quella normalità interrotta dalla tragedia, attraverso un impegno condiviso da istituzioni e comunità.
Una tragedia che ha lasciato 299 vittime
Il terremoto provocò 299 morti, 365 feriti e oltre 40mila sfollati, trasformandosi in una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese. Amatrice è diventata nel tempo il simbolo delle devastazioni provocate dal sisma.
La tragedia, secondo Mattarella, rappresenta anche un costante richiamo alla necessità di rafforzare la prevenzione e la capacità di intervento davanti ai fenomeni sismici che interessano il territorio italiano.
Il presidente ha inoltre ricordato il ruolo fondamentale svolto nei giorni dell’emergenza dai volontari arrivati da ogni parte d’Italia e dalle squadre di primo soccorso. La solidarietà nazionale ha rappresentato una risposta concreta alla calamità, offrendo assistenza alle popolazioni colpite e contribuendo a gettare le basi della successiva ripartenza.
Nel giorno della commemorazione, Mattarella ha espresso la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutte le persone che si trovarono improvvisamente ad affrontare condizioni di estrema difficoltà.
Meloni: “L’Appennino centrale rinascerà”
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato il decimo anniversario del terremoto, sottolineando il dolore ancora vivo per le 299 vittime.
La premier ha evidenziato come, nei dieci anni trascorsi, ritardi, rinvii e difficoltà burocratiche abbiano rallentato la ricostruzione. Secondo Meloni, negli ultimi anni il Governo ha cercato di imprimere una svolta al processo, intervenendo sia sulla ricostruzione privata sia sugli investimenti destinati alle opere pubbliche.
I dati relativi ai contributi concessi e liquidati e alla ripresa degli interventi pubblici, sostiene la presidente del Consiglio, indicano un cambio di ritmo rispetto al passato.
Dalla Basilica di Norcia alla rinascita dei borghi
Tra i segnali della ripartenza viene citata anche la Basilica di San Benedetto a Norcia, gravemente danneggiata dalla scossa del 30 ottobre 2016 e divenuta uno dei simboli della ricostruzione del patrimonio storico e religioso dell’Appennino centrale.
Per Meloni, tuttavia, ricostruire gli edifici non basta. È necessario sostenere anche la ripresa economica e sociale delle aree colpite, affinché borghi e città possano tornare a essere comunità vive e attrattive.
Una sfida ancora aperta
A dieci anni dal sisma, molto è stato fatto ma il percorso non può ancora considerarsi concluso. La ricostruzione resta una sfida che coinvolge Governo, istituzioni locali, imprese, associazioni e cittadini.
L’obiettivo indicato dalla presidente del Consiglio è quello di proseguire il lavoro con maggiore continuità, puntando alla rinascita dell’Appennino centrale e alla piena restituzione dei territori alle loro comunità.

