« Torna indietro

Diocesi Acireale, colletta per la Terra Santa

Pubblicato il 16 Febbraio, 2024

Domenica 18 febbraio Colletta nazionale per esprimere solidarietà e partecipazione a favore delle zone di guerra. In Quaresima, inoltre, sosteniamo il progetto diocesano “Casa e Lavoro”

Don Orazio Tornabene, direttore Caritas: “La conversione del cuore si traduca in gesti concreti di carità”

La diocesi di Acireale accoglie la proposta della presidenza della CEI che chiede alle comunità cristiane di sperimentarsi nella carità dando vita ad una colletta nazionale a sostegno degli interventi umanitari e per i progetti di pace e riconciliazione in Terra Santa.

Nelle terre martoriate dalla guerra, come ricorda Caritas Italiana, la povertà e la sofferenza hanno raggiunto proporzioni esorbitanti. La tensione è ormai altissima in tutta la regione mediorientale, con episodi bellici e terroristici anche in Siria, Iran e nel Golfo di Aden.

Papa Francesco nel messaggio per la quaresima 2024 scrive: “Anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Chiediamoci: arriva anche a noi? Ci scuote? Ci commuove? Molti fattori ci allontanano gli uni dagli altri, negando la fraternità che originariamente ci lega”.

Il Santo Padre con le sue parole smuove la coscienza del cristiano e invita ad una personale riflessione che può trovare il suo compimento nella prima domenica di Quaresima, il 18 Febbraio, quando ci viene chiesto di prendere parte a questo atto di generosità che andrà a sostenere i progetti che la Caritas italiana promuove nei territori tristemente interessati dal conflitto: Gaza, Cisgiordania, Libano e Gerusalemme in testa.

In questi territori la Caritas offre un servizio immenso ed essenziale. I fondi raccolti sono destinati a ristrutturare ed equipaggiare la clinica di Caritas Gerusalemme a Gaza city, fornire attrezzature mediche alla clinica di Caritas Gerusalemme a Taybeh, in Cisgiordania, garantire assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno nelle zone interessate dal conflitto, intervenire con aiuti nel campo della salute mentale soprattutto per donne e bambini traumatizzati dalla crisi in corso. Non solo: i fondi raccolti sosterranno anche le famiglie vulnerabili e permetteranno di collaborare con la rete internazionale nei progetti di ricostruzione una volta che finalmente sarà proclamato il cessate il fuoco.

E’ per tutti noi anche una preziosa occasione di sensibilizzazione e animazione delle nostre comunità parrocchiali – si legge nel documento Caritas – il conflitto in Terra Santa ha raggiunto proporzioni immani. (…) La colletta nazionale (…) come segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite (…). Le offerte raccolte – prosegue la lettera – che saranno inviate a Caritas italiana entro il 3 maggio 2024, renderanno possibile una progettazione unitaria degli interventi commisurata alle effettive risorse disponibili favoriranno un coordinamento anche con la rete delle Caritas internazionali che stanno ugualmente intervenendo nei territori colpiti dal conflitto (…)”.

Così dichiara don Orazio Tornabene, direttore della caritas diocesana: “Intraprendiamo il cammino quaresimale, tempo di penitenza e di speranza. L’iniziativa di Caritas Italiana, di concerto con la Presidenza della CEI, rappresenta un concreto segno di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti alle necessità sia materiali che spirituali delle popolazioni colpite dalle guerre. Al contempo la colletta può davvero costituire un’importante occasione di sensibilizzazione nelle nostre comunità parrocchiali. È necessario, quindi, compiere una seria riflessione partendo dall’esempio del Buon Samaritano per arrivare alla conversione dei cuori che si traduce in gesti concreti di carità”.

Alla proposta nazionale si affianca poi quella diocesana: la “quaresima di carità”, il cui ricavato sarà devoluto al fondo a sostegno del progetto “casa e lavoro”, per le famiglie in condizione di disagio.

Quanto raccolto nelle settimane quaresimali sarà consegnato in Cattedrale a conclusione della messa crismale del giovedì santo.

About Post Author