Pubblicato il 27 Agosto 2026
Svolta nelle indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata impiccata nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese. Il compagno della donna è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio. A rendere nota la notizia è stato il suo legale, l’avvocato Ivan Siragusa, mentre la circostanza è stata confermata da fonti della Procura.
L’iscrizione nell’ambito degli accertamenti
Secondo quanto riferito dalle fonti della Procura, l’iscrizione del compagno nel registro degli indagati è legata agli accertamenti irripetibili ancora da eseguire. Si tratta quindi di un passaggio investigativo che consente alla difesa di partecipare agli approfondimenti disposti dagli inquirenti.
Le autorità continuano a valutare tutte le possibili ricostruzioni della vicenda, senza escludere al momento alcuna pista.
Noemi era stata trovata senza vita domenica scorsa, impiccata all’interno della propria abitazione. In un primo momento l’ipotesi prevalente era quella del suicidio, ma i carabinieri hanno continuato a svolgere accertamenti, approfondendo anche scenari differenti.
Il racconto del compagno
Il fidanzato della 33enne, che avrebbe trovato la donna già priva di vita, ha riferito agli investigatori che Noemi gli avrebbe anticipato l’intenzione di togliersi la vita.
Una versione che, tuttavia, non coincide con quella sostenuta dai familiari della vittima. I parenti hanno infatti espresso forti dubbi sull’ipotesi del suicidio, sostenendo che la scena della morte potrebbe essere stata costruita per simulare un gesto volontario.
Nella casa anche un incendio
A rendere ancora più complessa la ricostruzione dei fatti c’è anche un altro elemento: nell’abitazione della donna si era sviluppato un incendio, sul quale sono stati effettuati gli opportuni accertamenti.
Gli investigatori dovranno ora mettere insieme tutti gli elementi raccolti, compresi gli esiti degli esami medico-legali, per ricostruire con precisione cosa sia accaduto nell’abitazione di Riposto.
L’iscrizione del compagno nel registro degli indagati non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: si tratta di una fase dell’inchiesta e, per l’indagato, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

