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E’ grave che si dica ancora una volta “una storia distorta”

Pubblicato il 16 Febbraio, 2022

Con grande dispiacere abbiamo letto il comunicato dell’Anpi, Arci e Cgil. Un comunicato che viene scritto da parte di coloro che sono da sempre i titolati a parlare di democrazia e rispetto delle istituzioni, ma purtroppo in quell’articolo non si legge niente di democratico. 

Incomprensibile poi la CGIL che poca cattiveria mette laddove invece dovrebbe metterla, ma che ultimamente ha tanto a cuore temi come “Sanremo” ed i festeggiamenti del Giorno del Ricordo. 

E’ grave che si dica ancora una volta “una storia distorta” e si disconosca quanto successo ai nostri concittadini; è grave che queste associazioni si lamentino che nella propria città si celebri il 10 febbraio; è grave che queste associazioni chiedano più silenzio in proposito da parte delle istituzioni e si lamentino di un evento dove a testimoniare il passato era un loro anziano concittadino. 

E’ venuto il momento di capire che nelle tragedie non ci sono colori, non c’è politica, non c’è fanatismo. Gli errori del passato vanno ricordati TUTTI e ciò per evitare che si ripetano in futuro giustificati da una semplice appartenenza politica. I genocidi sono tutti da condannare e non trovano alcuna giustificazione. 
Questo invece sembra trapelare da quel comunicato: nelle foibe sono finiti figli di un Dio minore. 

La prossima volta, prima di fare certi comunicati, basterebbe partecipare agli eventi promossi per meglio comprendere e mostrare quel lato democratico tanto decantato, ma che in certe occasioni viene fatto cadere malamente a terra con disprezzo. 
L’amministrazione attuale, come mai successo sino ad oggi, ha dato risonanza a tutte le importanti ricorrenze nazionali, forse con anche maggiori enfasi rispetto al passato. 

Diventare “gelosi” perché finalmente anche Piombino, come nel resto d’Italia, vengono celebrati tutte le ricorrenze è soltanto un brutto insegnamento per le future generazioni, oltre che un grave sgarbo alla memoria di colui che questo giorno lo ha voluto e lo ha istituito, il Presidente Carlo Azelio Ciampi il quale, proprio lui, affermò “Questi drammatici avvenimenti formano parte integrante della nostra vicenda nazionale; devono essere radicati nella nostra memoria; ricordati e spiegati alle nuove generazioni.

Tanta efferatezza fu la tragica conseguenza delle ideologie nazionalistiche e razziste propagate dai regimi dittatoriali responsabili del secondo conflitto mondiale e dei drammi che ne seguirono”. Parole che per qualcuno sembrano essere rimaste incomprese. Danilo Dilio Fratelli d’Italia Piombino

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