« Torna indietro

Evasione fiscale e truffa per circa 4 milioni di euro. Chiesto il processo per commercialista e altre 33 persone

Pubblicato il 12 Febbraio, 2022

Un paio di mesi fa vi abbiamo parlato della commercialista indagata per evasione fiscale e truffa per aver aiutato i suoi clienti ad evadere il fisco. Ora, è stato chiesto il processo per lei e per 33 dei suoi clienti (in origine erano 34, ma nel frattempo uno di loro è deceduto). Il danno erariale prodotto da questa truffa sarebbe di circa 4 milioni di euro. L’indagine condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanaziaria di Lecce su delega della Procura della Repubblica di Lecce, a seguito di una segnalazione prodotta dalla locale agenzia delle entrate, aveva portato alla notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari e relativi avvisi di garanzia nei confronti di 34 titolari di imprese, nonché della commercialista già citata che esercita la professione nel capoluogo salentino. Ai danni di quest’ultima era scattata anche la misura cautelare interdittiva dall’esercizio della professione a decorrere dal mese di settembre. L’attività d’indagine svolta che ha fatto finire nei guai la professionista e ha riguardato numerose imprese salentine nei cui confronti, secondo l’assunto accusatorio, erano stati ipotizzati sistematici comportamenti finalizzati all’evasione dell’iva e delle ii.dd., attraverso la connivenza della commercialista ritenuta l’ideatrice del meccanismo di frode.

Maxi evasione fiscale e truffa, il 14 marzo l’udienza preliminare

cane

Ora, come detto, sono trentaquattro le persone che rischiano il processo per una maxi evasione fiscale con il coinvolgimento della commercialista e di numerosi imprenditori. In data 14 marzo, dinanzi al gup Cinzia Vergine, si terrà l’udienza preliminare in cui verrà valutata la richiesta di rinvio a giudizio a firma del pubblico ministero Donatina Buffelli. Tra gli imputati compare, appunto, la commercialista Anna Rita Simona Gabellone, 56enne di San Cesario. Le condotte attenzionate, tutte avvenute tra il 2015 e il 2018, riguardano le seguenti ipotesi di possibile evasione fiscale delle imposte: indebite compensazioni d’imposta con crediti inesistenti; utilizzo e/o emissione di fatture per operazioni inesistenti (f.o.i.); interposizione fittizia di quote e/o l’amministrazione di società portate in decozione mediante l’interposizione di soggetti o liquidatori di comodo (cosiddette teste di legno); truffa ai danni dello stato; fittizie cessioni di quote societarie (società formalmente regolari cedute a numerosi prestanomi operanti nel napoletano ed utilizzate per il ricorso illecito al credito bancario); reati fallimentari (bancarotta e distrazione del patrimonio aziendale). Il complesso sistema di frode ipotizzato dai finanzieri sarebbe stato attuato dalle persone sottoposte ad indagini principalmente attraverso la compensazione di imposte dovute con crediti inesistenti che di fatto hanno neutralizzato per anni l’azione di recupero delle imposte da parte dell’erario. I soggetti e le imprese ad oggi interessati dalla vicenda, tutti a fattore comune clienti della commercialista interdetta, sono 117, e il danno accertato di evasione fiscale all’erario (aggiornato al 31.12.2018) ammonterebbe a 4.996.137,46 Euro.