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Ex Ilva: Accordo saltato su Cigs, Ugl Taranto ‘Azienda arroccata su sue posizioni’

Pubblicato il 29 Marzo, 2022

Concluso da poche ore l’esame congiunto tra Azienda e OO.SS previsto dall’art. 24 del d.lgs,n 148/2015, avviato in data 16 marzo u.s, con un mancato accordo, nonostante le discussioni e gli intenti da parte dell’Azienda dì ridurre il numero dei lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori sociali da 3000 a 2750 e concedendo la maturazione dei ratei della 13a mensilità. 

Il segretario nazionale UGL Metalmeccanici Antonio Spera ed il vice segretario nazionale con delega alla siderurgia Daniele Francescangeli dichiarano: l’azienda si è arroccata sulle sue posizioni sulla richiesta di cigs. Le garanzie richieste dalla Ugl Metalmeccanici che dovevano essere propedeutiche a traguardare l’apertura dell’ammortizzatore sociale per dodici mesi non sono arrivate, svelando così le reali intenzioni dell’azienda, che invece voleva nei fatti una ristrutturazione che traguardasse il 2025. Su queste premesse emerge inevitabilmente un mancato accordo.

Le OO.SS hanno perseverato per comprendere le fondate ragioni e la vera attuabilità della Cigs probabilmente inapplicabile soprattutto considerando il regime produttivo, come dichiarato dall’Azienda, in fase di incremento immediato, ipotizzando una produzione per il 2022 di circa 6 milioni di tonnellate, per giungere poi ad 8 milioni nel 2025, tempo massimo previsto dal piano industriale per la riorganizzazione.

La RSU UGL Alessandro DIPINO – le troppe incognite nel modo e nei tempi dì realizzazione del suddetto piano industriale e della ristrutturazione organizzativa, hanno destato non poche perplessità alla UGL, soprattutto in riferimento al reintegro dì tutti i Lavoratori coinvolti nella procedura in essere. Riteniamo valido l’unico accordo sottoscritto nel settembre del 2018 presso il Mise, in cui abbiamo ben definito la salvaguardia dì tutti i Lavoratori puntando ad una produzione eco compatibile che tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini. Tale accordo, con un piano industriale di quasi 7 anni, prevedeva un rientro della forza lavoro direttamente proporzionale alla salita della produzione, col reintegro dei Lavoratori Ilva in AS, mai iniziato.

Rimane il fatto che saremo spettatori attivi, in attesa di verificare come ed in quali tempi Acciaierie d’Italia agirà per portare la produzione a 6 milioni di tonnellate, considerando che la stessa Azienda ha dichiarato che allo stato attuale siano in marcia i 3 Altoforni, 2 Acciaierie, il Treno Nastri 2 ed in ripartenza il Treno Nastri 1, il Treno Lamiere e molte delle linee a freddo. Resta l’amaro in bocca per non essere riusciti a trasmettere ad Acciaierie d’Italia le intenzioni a salvaguardia dei lavoratori.

A seguito di questo mancato accordo sulla CIGS, l’Azienda potrebbe applicare gli ammortizzatori sociali, unilateralmente, a scapito ancora una volta delle tanto desiderate relazioni industriali costruttive, frutto di contrattazione e confronto.

Conclude il Segretario Generale UGL di Taranto Alessandro Calabrese – non dobbiamo dimenticare che in questa vertenze sono presenti rami d’azienda ove, una ristrutturazione dettata dai numeri generali ed una cassa integrazione per le medesime motivazioni, hanno generato una mancanza organica al limite di ogni ragione. Inoltre ricordiamoci che l’appalto non può essere considerato irrilevante, visti i numeri importanti sull’occupazione e che in questo momento subisce, mancati o ritardi di pagamento, nonostante la produzione in aumento. Il Ministro è l’unico che avrebbe il potere per farci giungere ad un accordo futuro a salvaguardia dei Lavoratori e degli investimenti statali, passati e futuri. Ufficio stampa UGL Taranto

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