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Ex Ilva di Taranto, i lavoratori tornano a protestare: bloccata la statale per chiedere risposte al Governo

Pubblicato il 3 Agosto 2026

La protesta riparte dopo lo stop definitivo all’area a caldo

I lavoratori dell’Ex Ilva di Taranto sono tornati a manifestare, occupando la statale 100 nei pressi della Direzione dello stabilimento per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla difficile situazione industriale e occupazionale.

La mobilitazione è ripresa dopo la decisione del tribunale di disporre la chiusura definitiva dell’area a caldo, un provvedimento che secondo i lavoratori avrà conseguenze pesanti sul futuro dello stabilimento e sull’occupazione.

I sindacati chiedono interventi straordinari per i dipendenti

A spiegare le ragioni della protesta è stato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom di Taranto, che ha sottolineato la necessità di un intervento immediato da parte del Governo.

“Questa mobilitazione non terminerà finché non arriveranno risposte concrete”, ha dichiarato Brigati, evidenziando come la situazione creata dal decreto della Corte d’Appello di Milano abbia aperto una fase di forte incertezza per i lavoratori.

Secondo il sindacato, servono misure straordinarie per tutelare i dipendenti di tutto il gruppo e accompagnare il percorso di trasformazione dello stabilimento.

Ambiente e lavoro, la richiesta di una soluzione equilibrata

I lavoratori ribadiscono che la questione riguarda due diritti fondamentali: la tutela dell’ambiente e la difesa del lavoro.

La Fiom chiede al Governo di intervenire per garantire una vera transizione ecologica, un percorso atteso da anni e mai completamente realizzato, insieme a strumenti in grado di proteggere il reddito e il futuro occupazionale delle migliaia di persone coinvolte.

La protesta, dunque, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte istituzionali concrete sul futuro dell’Ex Ilva e dei suoi lavoratori.

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