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Ex Ilva: Turco, ‘Soldi bonifiche non sacrificabili per imprecisati processi decarbonizzazione’

Pubblicato il 21 Febbraio, 2022

«Per il MoVimento 5 Stelle non è possibile rinunciare alle tanto attese attività di bonifica per finanziare degli indefiniti e imprecisati processi di decarbonizzazione. Per questo abbiamo presentato e fatto approvare l’emendamento soppressivo all’articolo 21 del Milleproroghe che prevedeva lo spostamento di ingenti risorse dalle opere di bonifica all’attività produttiva tout court. La tutela dell’ambiente e della salute sono diritti prioritari e irrinunciabili della Costituzione e tra gli aspetti identitari del MoVimento 5 Stelle.

Dopo anni di studi e attività di progettazione è bene che i responsabili del governo, invece di insistere sulla possibilità di distrarre queste importanti risorse a favore del ciclo produttivo, avvantaggiando così una società controllata da un soggetto privato a discapito dei cittadini, si adoperino per accelerare e aprire i cantieri delle tanto attese bonifiche, su cui il governo mostra totale disinteresse.

Definanziare di tali attività, significherebbe rinunciare definitivamente non solo alle bonifiche ma anche al possibile reimpiego degli oltre 1.200 ex lavoratori di Ilva in A.S. proprio in tali attività. Con riferimento all’annunciato piano di decarbonizzazione, citato in questi giorni a più riprese dal ministro Cingolani e dai vertici di Acciaierie d’Italia, a tutela dei cittadini di Taranto, vorremmo conoscere preventivamente il relativo piano degli investimenti, nonché il suo fabbisogno finanziario complessivo, i tempi di realizzazione, le fonti di finanziamento e il suo conseguente piano industriale e ambientale, per valutarne la sostenibilità.

Per preservare l’ambiente e la salute dei cittadini, riteniamo fondamentale introdurre in sede di Autorizzazione integrata ambientale (AIA) la Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS), in modo da prevenire rischi alla salute dei cittadini e danni all’ambiente. Ciò per evitare gli errori del passato, così come avvalorato dal recente documento dell’Onu.

È necessario realizzare un cambio di paradigma, passando dal misurare ex post i danni quando gli inquinanti superano le soglie consentite dalla legge, peraltro considerate già elevate dall’OMS, ad una valutazione preventiva ex ante dell’impatto che quegli inquinanti possono produrre sull’ambiente e sulla salute.

Non possiamo parlare di transizione energetica ed ecologica senza uno strumento preventivo che permetta di valutare l’impatto che determinati inquinanti prodotti da certe produzioni hanno sull’ambiente e sulla salute. Taranto merita rispetto e prima di parlare di continuità produttiva del siderurgico, la città si attende concrete risposte nel segno della riconversione economica, sociale e culturale, avviata con il “Cantiere Taranto” nel corso del governo Conte II, e che oggi registra un forte rallentamento». Lo afferma in un comunicato stampa il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle e già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Conte II.

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